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ARTIGIANATO

La pietra verde del Reventino, segno distintivo di Conflenti

muro in pietra verde

Ero un bambino alle scuole elementari e un giorno il nostro maestro Egidio Folino decise di portarci a fare un giro per le contrade. Così, di buon mattino, salimmo sul vecchio pulmino giallo guidato dal mitico Rosario Floro. Arrivati nella zona pianeggiante in Contrada Lisca scendemmo e a rapire la mia attenzione furono tre enormi massi a forma di cubo di colore verde scuro con striature bianche. Fu quella la prima volta che vidi la pietra verde del Reventino.

Gli studi sulla pietra verde

La pietra verde del Reventino fu cartografata per la prima volta da Cortese nel 1890 che la descrisse nella carta geologica della Calabria, compendio della carta geologica d’Italia. In seguito, lavori più dettagliati portano la firma di studiosi delle università di Bari e Padova, nei primi anni settanta. Questi lavori hanno distinto le pietre verdi in due tipi di rocce principali: gli scisti verdi, o metabasiti, e le serpentiniti. Sono particolarmente evidenti nelle faglie che passano per il torrente Piazza e quella che passa per il Monticello del Pubblico. Studi più recenti vedono coinvolto un gruppo di ricercatori della facoltà di architettura di Reggio Calabria, coordinati dall’architetto Caterina Gattuso. E in collaborazione del prof. Gino Mirocle Crisci, precedente rettore dell’Università della Calabria. Mentre, per la parte storica, ha dato un grande contributo Vincenzo Villella.

Blocchi di pietra verde
Immagine dalla pagina Facebook Pietra Verde Reventino

Tali ricerche hanno dato luce alla possibile origine della pietra verde del Reventino. “Queste pietre sono derivate da sedimenti formati in parte da una componente di derivazione magmatica e in parte da una componente di origine diversa” – si legge in un rapporto.
Camminando verso il monte Reventino oltre a metabasiti e serpentiniti si trovano anche quarziti, scisti e filladi. Ma il tipo di roccia più diffuso è quello delle serpentiniti che costituiscono la cima del monte e continuano ad affiorare verso Conflenti fino a fosso Casara.
“Si tratta di rocce abbastanza compatte e tenaci – scrive il prof. Villella. Nell’insieme di colore variabile dal verde pistacchio al verde petrolio. Qua e là si notano sottili vene di calcite. I componenti principali sono: epidoti, feldspato sodico, clorite, quarzo”.

La cava di Conflenti

A Conflenti, in zona Franco, sul finire degli anni ottanta è stata impiantata una cava di pietra verde. L’estrazione e la lavorazione sono prerogativa dalla ditta Floro. Quella più fratturata è adoperata nella realizzazione delle massicciate stradali, di pietre e sampietrini per creare strade. Mentre dai blocchi più integri derivano lastre che, una volta lucidate, costituiscono un elemento ornamentale di grande effetto. Ne sono state rinvenute tracce in antichi edifici, sia civili che sacri, e centri storici nell’area del lametino, in particolare a Conflenti e Martirano. C’era pietra verde nell’antica chiesa di San Nicola, per esempio.

Pietra verde: 3 pietre
Immagine dalla pagina Facebook Pietra Verde Reventino

Tutte le fontane di Conflenti sono rivestite con lastre di pietra verde. Così come il muro delle ciambre, quello da posta e la maggior parte dei muri del nostro paesello. Anche le panche sul sagrato della Basilica sono in pietra verde. E le lastre con incise i nomi dei caduti delle grandi guerre.
Ed è tutt’ora utilizzata per rivestire interni, realizzare piani di cucine, scalini e scalinate e monumenti. Ma anche caminetti, finestre, davanzali, tavoli e oggetti d’arredo di ogni genere e forma. Insomma, la pietra verde del Reventino è così versatile da poter essere adoperata in qualunque contesto. Ed è un vero e proprio un segno distintivo dell’area del Reventino.

La pietra verde del Reventino, segno distintivo di Conflenti ultima modifica: 2020-08-14T12:29:10+02:00 da Giancarlo Villella
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