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“Venire a Conflenti è un viaggio tra stagioni della vita”. Sante Roperto

Conflenti Visto Da Sante Copertina

Non sappiamo cos’abbia di magico questo piccolo borgo nascosto tra verdi colline. Non sappiamo che incantesimo faccia a chi vi mette piede almeno una volta nella vita. In chi lo visita lascia un ricordo indelebile e una voglia di ritornare ancora e ancora. In chi c’è nato, invece, pianta delle radici così profonde che, nonostante si abbiano ali abbastanza resistenti per volare lontano, non si riuscirà mai a sradicarle. Per magia, queste legame così forte i genitori finiscono per trasmetterlo ai figli che a loro volta lo passano ai propri figli. E questi, anche se nati e cresciuti altrove, vuoi o non vuoi, si ritrovano legati inspiegabilmente a questo borgo ai piedi del Reventino. Ma forse c’è qualcuno in grado di spiegarci questo mistero. Un ragazzo nato a Caserta da genitori conflentesi e che ha respirato la nostra aria sin dai primi mesi di vita: Sante Roperto.

Per Sante Conflenti è casa, venirci è sempre un viaggio tra ricordi

Giornalista sportivo, cronista radiofonico, professore, scrittore. Insomma, una carriera brillante quella di Sante. «Nel tempo alla professione di docente universitario – ci dice – ho unito tante passioni che sono diventate più che semplici hobby. Per questo oltre all’insegnamento presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria alla Federico II di Napoli, negli ultimi vent’anni mi sono occupato di giornalismo in radio e tv locali, di marketing e di comunicazione nello sport, nonché di scrittura, narrativa e altre piccole cose simili».
I suoi genitori, Franco e Gina, sono conflentesi emigrati in Campania subito dopo il matrimonio. Sante e sua sorella Rosanna, quindi, hanno sempre vissuto tra Conflenti e Caserta.

Sante roperto: primo piano

«Vengo a Conflenti da quando sono nato – ci racconta. Durante l’adolescenza ero qui anche per tre o quattro mesi all’anno, tra estate, Natale e Pasqua. Meno negli ultimi anni, ma il legame con il luogo d’origine della mia famiglia non poteva che essere così forte. Sono cresciuto anche qui, e venirci è sempre un viaggio tra cose immutabili, ricordi e stagioni della vita. Come diceva Cesare Pavese, “Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei resta lì ad aspettarti”». Per lui, infatti, Conflenti vuol dire ‘casa’, “casa dei nonni che odora di felicità”.

C’è qualcosa che va oltre le radici…

Non c’è volta in cui Sante decida di escludere Conflenti dalle destinazioni delle sue vacanze al termine di un anno intenso di lavoro. Che sia autunno, inverno o primavera, non appena ha un weekend libero non perde l’occasione di fare una capatina. «Per molte cose, Conflenti è un posto che sembra eterno. Per altre non lo è ovviamente più. Ma ho sempre immaginato di tornarci per rivedere amici e parenti e stare con loro più tempo possibile – ci confessa. C’è qualcosa che va oltre le radici. Forse è lo spirito di affetto, amicizia, condivisione che aleggia tra le viuzze di Conflenti e grazie al quale molte persone rimangono unite, anche se vivono in posti lontani e diversi del mondo. Come se qui tutti ritrovassimo il tempo della giovinezza e tornassimo alle giornate serene e vuote, alle corse a perdifiato tra stradine silenziose o alle risate immerse nel suono delle cicale».

Sante guarda conflenti

Forse è proprio in questo che risiede la “magia” di Conflenti nel tenere legati a sé tutti i suoi figli, diretti e indiretti. Forse è proprio questo l’incantesimo in cui intrappola chiunque abbia a che fare con lui. La presenza di questo ‘spirito di affetto’ che fa entrare tutti in una dimensione di eterna spensieratezza.

La notte in cui gli animali parlano, il romanzo di Sante ambientato a Conflenti

A Conflenti Sante Roperto ha ambientato il suo romanzo d’esordio, La notte in cui gli animali parlano. Un romanzo che ha avuto un successo inaspettato e sorprendente, «che a distanza di quattro anni continua a vendere copie e ha ancora lettori». È stato tradotto in inglese e in spagnolo, ha partecipato al Premio Italo Calvino ed è stato presentato al Salone del Libro di Torino nel 2016. Secondo l’autore al suo «successo hanno contribuito in maniera decisiva gli amici di Conflenti sparsi nel mondo», alcuni dei quali figurano tra le pagine del libro, camuffati sotto altri nomi. Ma i protagonisti del romanzo sono i suoi nonni che «hanno gestito un bar a Conflenti per oltre quarant’anni». U bar de Lissandru, chi non lo ricorda!

«Sia i nonni materni che paterni hanno contribuito in maniera significativa, come tanti altri, a rialzare il paese nel Dopoguerra, a far uscire le loro famiglie dalla miseria e a lavorare perché tutti i nostri genitori potessero avere le occasioni che loro non hanno avuto – racconta.  Hanno coltivato e realizzato il sogno di una vita migliore. Purtroppo l’emigrazione segna indelebilmente le vite delle persone a queste latitudini, gli addii e le partenze sono temi che hanno segnato molte generazioni in Calabria. E nei decenni la cosa non è cambiata.

amici di sante con La Notte In Cui Gli Animali Parlano

Nel mio romanzo, che parte dai racconti che mio nonno mi faceva nel bar durante gli assolati pomeriggi d’estate, ho voluto raccontare proprio quel tipo di società, quella tradizione contadina che sopravvive oggi solo nella memoria e nei segni di un tempo che non c’è più. Eppure quel mondo in cui hanno vissuto i nostri nonni e i nostri genitori è quello che ci ha permesso di arrivare fin qui. Col mio libro spero di avergli regalato un pizzico di eternità».

Nuove storie per le strade eterne di Conflenti

Probabilmente La notte in cui gli animali parlano non sarà l’unico romanzo di Sante sviluppato tra le stradine di Conflenti. «Forse ho già un’idea, ma magari in futuro», ci anticipa. Chissà a quale storia darà vita, in quale epoca la farà sbocciare. Chissà a quale racconto Conflenti farà da cornice. Non ci resta che aspettare. «Per il momento il 10 settembre uscirà, edito dalla Solferino-Corriere della Sera, un romanzo che ho scritto con Massimo Lopez. Raccontiamo la sua storia familiare condita da un ritorno alle origini molto forte (simile a quello che scrissi nel mio primo romanzo), da un lungo peregrinare attraverso luoghi e città della sua esistenza e infine da qualche aneddoto sulla fantastica carriera artistica avuta con Tullio Solenghi e Anna Marchesini».

“Venire a Conflenti è un viaggio tra stagioni della vita”. Sante Roperto ultima modifica: 2020-08-12T09:00:00+02:00 da Serena Villella
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