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L’estate vola, l’inverno cammina: la stagione “cujjintara”

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Per i Conflentesi l’anno non inizia l’1 gennaio ma dopo “u luni ‘a Madonna”

Il fascino silenzioso dell’estate e dell’Inverno

La fine dell’estate per i paesani rappresenta il ritorno alla vita di sempre. L’arrivo del freddo rende tutto più lento tanto che, i mesi invernali sembrano essere più lunghi rispetto agli altri, che al contrario, passano veloci come una folata di vento. In questo piccolo paese protetto dalle enormi montagne, anche l’inverno può regalare sensazioni fantastiche, da riuscire a riscaldare l’anima di chi sa guardarlo con occhi diversi.

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panorama di Conflenti.
ph: Andrea Villella

Durante la stagione estiva a Conflenti gli abitanti si raddoppiano, gli immigrati ritornano gioiosi per riunirsi con la propria famiglia. Per le strade si respirano profumi e sapori estivi, le serate sono ricche di musica, giochi, risate, racconti, speranze e illusioni. Basta uscire da casa per rendersi conto che tutto è bello, specialmente di notte. S’instaurano nuove amicizie, e perché no, ci si può, innamorare. L’arrivo della festa rappresenta la fine dell’estate e per gran parte dei conflentesi il momento di partire.

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Conflenti in un caldo pomeriggio estivo

Al contrario l’inverno significa malinconia, rende tutto molto silenzioso e nel contempo fiabesco. Le luci, il freddo, i colori della natura e perché no, anche la neve dipingono un quadro che può essere altrettanto bello rispetto all’estate. È la stagione dell’interiorità, della felicità di stare ancora più vicino alle persone che si amano scaldandosi sotto le coperte, godendosi insieme un film distesi sul divano, bevendo una tazza di cioccolata calda, avvolti in calde e morbide coperte. Le case appaiono ancora più belle. Calde e profumate di dolci appena sfornati. È il periodo dell’anno che porta i “Cujjintari” ad aspettare con ansia le festività natalizie, cantando al karaoke e giocando a tombola nel bar con amici e parenti.

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i lampioni più belli di sempre. D’inverno hanno dita di luce nel buio
ph: Andrea Villella

Guardando fuori dalla finestra, passeggiando per il paese, sembra che il tempo si sia fermato, come se si fosse sospesi in attesa di qualcosa. Come se il freddo dell’aria, il paesaggio, i colori della natura, fossero elementi preparati alla rinascita.

 

 

 

Veronica Carullo

Autore: Veronica Carullo

“Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”

Ho 23 anni.
Studio comunicazioni, tecnologie e culture digitali.
Amo la fotografia e la scrittura con cui esprimo me stessa e tutto ciò che ho intorno.
Appassionata di cinema.

L’estate vola, l’inverno cammina: la stagione “cujjintara” ultima modifica: 2018-06-05T10:30:19+00:00 da Veronica Carullo

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