CIBO TRADIZIONI

Le castagne e la loro lavorazione: la fine di un ricordo

Lavorazione delle castagne:ricci di castagne

Come la maggior parte dei prodotti agricoli, anche la lavorazione delle castagne ha un processo abbastanza lungo che occupa alcuni mesi dell’anno. Era, un tempo, una pratica tradizionale conflentese.

La lavorazione delle castagne inizia a settembre

Si inizia i primi di settembre con la pulizia del sottobosco. Si taglia l’erba e si raccolgono tutte le foglie e i ricci caduti l’anno precedente durante la stagione autunnale. Questo tipo di pulizia fino a poco tempo addietro avveniva raccogliendo il tutto con dei rastrelli e creando dei piccoli mucchietti di foglie, poi bruciati. Ovviamente le nuove norme di prevenzione degli incendi boschivi non permettono più di appiccare fuochi nei boschi nel periodo antecedente i mesi delle piogge. Quindi è una pratica che non viene più eseguita.

Una volta…

Una volta invece, il bosco vedeva la presenza dell’uomo per giornate intere. Prima il taglio dell’erba; poi il rastrellamento del fogliame e la successiva bruciatura. Il bosco sembrava in pochi minuti attraversato da una fitta nebbia.

Dalla raccolta alla lavorazione delle castagne

La raccolta delle castagne

E poi la raccolta totalmente a mano che durava oltre un mese. Bisognava ovviamente fare i conti con i pungenti ricci che portavano le mani a essere doloranti per qualche settimana. La sera, infatti, davanti al focolare la mamma munita di ago toglieva le aguzze spine dalle mani di figli e marito. Tutte le castagne raccolte, venivano poi scaricate nel “castagnaro” o “pastillara”. Una casetta in pietra a due piani dove al posto del solaio vi erano una serie di tavole, pezzi di legno sistemati ad incrociare o tutti in fila lasciando tra loro un filo d’aria. Nel corso degli anni sono stati sostituiti da reti in ferro. Questo per permettere alle castagne scaricate al piano superiore di essere trattenute dal particolarissimo solaio. Facendo, invece, passare solo il fumo necessario per l’essiccazione.

Il fuoco tipico della lavorazione delle castagne

Infatti al piano terra si accendeva un fuoco a dir poco speciale. Era un fuoco che solo in pochi sapevano accendere e mantenere. Doveva consumarsi lentamente ed emettere tanto fumo. Vi era una tecnica particolare. Dei ceppi di castagno con sopra le bucce delle castagne dell’anno prima. La buccia, infatti, era uno dei risultati della lavorazione, insieme alle castagne sbucciate e dure con le quali si faceva un ottima farina di castagne. Quindi un pane di castagna veramente squisito e genuino, durante gli inverni sfamava parecchie famiglie conflentesi. Insieme alle castagne bollite o messe al forno a legna. Una volta essiccate con il fumo, si  scaricavano a terra dall’edificio rurale. Caricate in un sacco e sbattuto a terra ripetutamente fin quando le bucce si dividevano dalla castagna. Con il tempo poi l’ammaccatura avveniva con macchine in legno movimentate da un motore a scoppio.

lavorazione delle castagne: un riccio sull'albero

Castagne chiuse nel loro riccio

Una tradizione scomparsa

Oggi a Conflenti nessuno lavora più la castagna. I ricordi dei conflentesi sono comunque molteplici. I ragazzi che si tuffavano nelle castagne all’interno del castagnaro. Le mani piene di spine, la pulizia del sottobosco con il fumo che copriva ettari di terreno. Le notti insonni per andare a verificare se il fuoco si fosse spento, altrimenti andava “attizzato”. Le giornate della trebbiatura con la polvere provocata dalle bucce secche che si innalzava e che provocava prurito. Un mondo che purtroppo non esiste più.

Ema Rox

Autore: Ema Rox

Sono Emanuele, abito nella periferia di Conflenti. Ho svolto studi tecnici ed oggi lavoro presso uno studio di ingegneria in Calabria, mi occupo di progettazione di impianti elettrici, oltre a tutto ciò che riguarda le fonti rinnovabili e il risparmio energetico.
Sono cresciuto Conflenti e vivo a Conflenti dove ho messo su famiglia insieme a Rossella. Abbiamo due figli. Sono il presidente dell’ASD Conflenti Trekking, associazione che lavora in ambito turistico nell’area del Monte Reventino e nel territorio di Conflenti basandosi sull’escursionismo in montagna e nei centri storici oltre che a fornire servizi alla collettività conflentese legati allo sport e al divertimento. Il mio motto è: “credi sempre in te stesso, e lascia la tua impronta”.

Le castagne e la loro lavorazione: la fine di un ricordo ultima modifica: 2017-12-05T10:00:45+01:00 da Ema Rox

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