EVENTI FESTE E SAGRE TRADIZIONI

La festa dell’Immacolata come da tradizione

il fuoco acceso pe l'Immacolata

La festa dell’Immacolata per i Conflentesi è un ricorrenza, una tradizione. Oltre ai riti religiosi, che si celebrano in tutta Italia, ampi sono i festeggiamenti.

chiesa dell'Immacolata, processione
La festa dell’Immacolata

Cosa si fa?

Le celebrazioni cominciano il primo dicembre, con la novena. Tutti i pomeriggi, nella chiesa dedicata alla vergine senza peccato, si celebra l’eucarestia. Durante le settimane precedenti la festa, poi, viene raccolta sul piazzale antistante la chiesa, un’enorme pila di grossi tronchi di legno. La sera della vigilia dopo la messa, i fedeli fanno una fiaccolata lungo il corso accompagnata dalla zampogna o dalla banda musicale. Un tempo, illuminando la via con gli scuarni. Al ritorno s’addruma a fhocara. Piano, piano, ci si riunisce intorno a essa. Si servono pasta e surache, lupini, ncuna bella fheddra e supprissata, grispeddre, e spesso anche turdiddri e buccunotti. Il tutto annaffiato con buon vino che mette allegria.

Fhocara: il falò della festa dell'immacolata
A “Fhocara”. Foto di Battista Folino

Mentre i più pigri s’arrocchianu a raccontar fatti antichi e moderni, quelli più gioiosi ballano al suono di zampogne e organetti. I più arditi vanno negli orti vicini a cercare mandarini più per divertimento che per altro. E quando c’è un bel po’ di brace, si mettono ad arrostire le patate, che vengono poi mangiate scottandosi spesso le mani.

La festa dell’Immacolata

La fhocara rimane accesa tutta la notte e la mattina ci si ritrova di nuovo lì. Un tempo, alcuni ragazzi s’intrattenevano tutta la notte davanti al fuoco. E al mattino gli abitanti della zona offrivano loro il caffè o il cognac e qualche dolcetto. E alle 10.00 della si partecipa nuovamente alla messa e alla processione. Poi, ognuno va a casa a pranzare con la famiglia. Il pomeriggio ci si ritrova tutti all’Immacolata e si gioca al palo della cuccagna, al tiro alla fune, a rompere la pignata. La fhocara è ormai spenta e ognuno torna alla propria casa un po’ più felice.

Giancarlo Villella

Autore: Giancarlo Villella

Mi chiamo Giancarlo Villella nato ai Tiarmuni ( Conflenti) il 5 febbraio 1971. Diplomato all’industriale, emigrato mai partito, tornato ancora più innamorato di Conflenti.
La festa dell’Immacolata come da tradizione ultima modifica: 2017-12-07T16:57:04+01:00 da Giancarlo Villella

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