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Conflenti, la storia dell’accoglienza dei giovani migranti

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Conflenti è sempre stato un centro d’approdo e partenze, di immigrazione ed emigrazione. Sono molti i nostri compaesani che l’hanno lasciato in cerca di un futuro migliore altrove, dal post guerra a oggi. I nostri antenati, con le loro valigie di cartone, dissero addio a parenti e amici e si imbarcarono, spesso per non farne più ritorno, verso terre lontane, che sembravano ai loro occhi paradisi in cui ricominciare a vivere. Ma anche le ultime generazioni hanno seguito il loro cammino. I motivi che hanno spinto gli uni e gli altri sono forse diversi. I primi partirono per lasciare un paese dilaniato dalle guerre e dalla povertà. Partiva il padre famiglia per sondare il terreno, trovare un’occupazione, mandare qualche lettera e qualche soldo per poi ricongiungersi con il resto della famiglia nella nuova ‘patria’. Oggi i giovani partono per scappare da una piccola comunità nella quale ci si sente un po’ soffocare, dove un lavoro te lo devi inventare e dove la vita, seppure serena, tranquilla ma anche un po’ monotona, è tutt’altro che facile. Ma Conflenti è anche una terra d’approdo e d’accoglienza. Chi lo visita per la prima volta se ne innamora e non può fare a meno di ritornaci. Chi lo ha lasciato in gioventù cerca, una volta in pensione, di rimpatriare. Migrare é, d’altronde, un diritto. Conflenti è destinato a restare così un centro di approdo e partenze.

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Il matrimonio di Nella e Aaron

Una storia di accoglienza

Ed è in questo quadro di Conflenti come corridoio di partenze e arrivi, di terra quasi priva di opportunità ma piena di calore umano, che possiamo collocare la storia dell’accoglienza.

Correva l’anno 1998 quando un gruppo di Curdi, in fuga da guerre laceranti, trovò un porto sicuro nel nostro paese. Fu improvvisato un centro d’accoglienza presso il ‘centro artigianale’ e la maggior parte della popolazione, guidata da Don Adamo, si è prodigata a offrire il necessario per quegli uomini, quelle donne e quei bambini. Solo tre del gruppo hanno scelto di rimanere a Conflenti e due di loro hanno portato qui le loro promesse spose e hanno messo su famiglia, popolando le scuole e il paese, vittima dello spopolamento.

28 aprile 2015: l’inizio

Ma la storia dell’accoglienza continua. Il 28 aprile del 2015 inizia l’attività del centro d’accoglienza straordinario, in località Pastine. Conflenti ospita per la seconda volta dei rifugiati, proveniente principalmente dall’Africa e dall’Asia. Gli ospiti passano da 15, a 30, a 45. Il CAS, gestito dalla Malgrado Tutto prima e dalla Erima dopo, diventa ben presto un simbolo positivo di accoglienza e integrazione, nonostante la contrarietà di alcuni cittadini. Si offrono posti di lavoro, si incentivano le attività commerciali, perché la politica dei soggetti gestori è stata quella di favorire il territorio, assumendo giovani del posto, e acquistando principalmente presso i piccoli negozi del paese.

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L’albero del rione al centro di accoglienza

Molti Conflentesi offrono volontariamente vestiti e coperte, alcuni volontari iniziano a interagire con i ragazzi instaurando un rapporto di scambio culturale e linguistico, di arricchimento per entrambe le parti. Iniziano le cene multietniche, le partite a calcetto. Iniziano le lamentele, perché il campetto è spesso occupato dagli ospiti del centro e i ragazzi di Conflenti non vi possono giocare quando vogliono. Si stabiliscono gli orari. Ma prima i ragazzini con difficoltà arrivavano a formare 2 squadre. Quanto sarebbe bello giocare tutti insieme, se solo non esistessero i pregiudizi.

Ma si va avanti. Alcuni ragazzi iniziano a giocare con la squadra di calcio a 5 dell’Asd Conflenti Trekking. Un minorenne inizia a frequentare la scuola media. La prima bambina, giunta a 2 anni con il papà, inizia a frequentare l’asilo. Due ragazzi entrano a far parte dell’ Asd Conflenti con successo, al suo debutto in terza categoria.

Chi nasce e chi va

E apre il CAS femminile. E arrivano ragazze, donne con bambini di pochi anni. 5 donne incinte, che partoriscono all’ospedale di Lamezia Terme, assistite dalle operatrici del centro e da volontarie con un cuore grande. E nascono Purity, Christable, Peculiar e Wealth, di cui la comunità ha celebrato anche il battesimo. Arriva il primo fiocco azzurro con Lamine Mariano. Nascono i primi amori tra i ragazzi del centro maschile e quello femminile e nasce anche Youssef.

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Il battesimo di Christable e Purity

‘Galeotto fu’ il centro d’accoglienza … e poi la fine

Tra i vari amori sorti nel centro di accoglienza tra alcuni ospiti, merita una menzione a parte quello di Nella e Aaron. Sbocciato nell’autunno del 2015 s’è consolidato con il matrimonio civile nel giorno di Santo Stefano, alla vigilia della chiusura del cento, su ordine della Prefettura.mEd è così che il 27 dicembre 2018, gli operatori salutano i ragazzi e spengono le luci del CAS, lasciando accesa, però, la volontà di accogliere e aiutare chi, bisognoso, giunge nel nostro porto sicuro.

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Cena di saluto ai giovani migranti la sera prima della chiusura del centro

Serena Villella

Autore: Serena Villella

Serena di nome e di fatto. Appassionata e paziente.
Una laurea triennale in Lingue Moderne e una specialistica in Interpretariato e Mediazione Interculturale.
Amante della vita e irrimediabile sognatrice.
“Vedo orizzonti dove gli altri disegnano confini”.

Conflenti, la storia dell’accoglienza dei giovani migranti ultima modifica: 2019-01-09T14:42:11+02:00 da Serena Villella

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