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Antonella racconta il ‘suo’ Felici&Conflenti

Antonella Stranges dorme

È calato il sipario su Felici&Conflenti, ma l’allegria che sprigiona persiste nell’aria. Anche quest’edizione ha confermato l’importanza che il festival ha per Conflenti. Ha fatto riscoprire e rivitalizzato tradizioni dimenticate. Ha dato a numerosi visitatori l’opportunità di conoscere il nostro piccolo centro; riempito case vuote, strade e piazze di persone. Che arrivino dal nord Italia o dal centro Europa, nei cuori di tutti aleggia un sentimento di affetto per la nostra comunità, che definiscono accogliente. “Conflenti è un paese ospitale, ma non di un’ospitalità normale, ma un’ospitalità sorridente” – ci dice una partecipante.  “L’ospitalità e l’accoglienza che ci ha riservato questo posto non le abbiamo mai trovate altrove” – bisbiglia qualcun altro. Adesso che è tutto finito è l’ora di fare un resoconto. E lo facciamo con lei, il motore del festival. Colei che riesce a conciliare partenze e arrivi e trovare un posto letto anche all’ultimo minuto. Che riesce a soddisfare le richieste anche dei più esigenti. Il tutto sempre con la gentilezza e il sorriso sul volto. Chi è? La presidente dell’associazione culturale Felici & Conflenti: Antonella Stranges.

Antonella, cos’è per te Felici&Conflenti?

Conflenti è confluenza. Confluenza di persone, di vite, di passioni e di cose condivise. Felici&Conflenti per me inizia già dalla prima telefonata con la persona che mi chiede informazioni. È i viaggi in macchina dall’aeroporto o dalla stazione fino a qui, con il sorriso di zio Pietro che non lo dimentica nessuno. Felici&Conflenti è festa di comunità ma è anche festa di famiglia. Per sei giorni si vive tutti a stretto contatto e le relazioni diventano più semplici, più intense.

Antonella Stranges: La chiusura della sesta edizione con il Ciuccio

Per me è fatto di persone che mi sembra di conoscere da una vita, sapendone le abitudini, anche alimentari. Cerco di essere vicina a loro e farli sentire a casa. Proprio per questo Felici & Conflenti è un festival di qualità: qualità che si raggiunge avendo a che fare con un numero ridotto di persone. In modo da dedicare a tutte le stesse attenzioni e in loro rimane il ricordo di una famiglia. Per me Felici & Conflenti è un sogno: ho sempre desiderato e ho anche studiato fare accoglienza. E il sogno è che riesco a farlo nel mio paese, che amo e che vivo. Felici&Conflenti è tante, troppe cose.

Che importanza ha Felici & Conflenti per una comunità come la nostra?

Felici&Conflenti diventa festival di comunità perché tutto il popolo collabora attivamente. Basta fare un fischio, suonare a una porta e chiunque dà una mano, un bicchiere d’acqua, uno scialle per chi ha freddo. I sorrisi della gente, uniti alla curiosità e all’umorismo della nostra comunità, sono le cose che restano in mente ai partecipanti. Quindi in questa settimana si percepisce questa comunità che lavora all’unisono perseguendo lo scopo di rendere felici gli ospiti. All’inizio era difficile vedere un conflentese partecipare un corso, ma nelle ultime edizioni abbiamo avuto partecipanti del posto. Ancora qualcuno mi chiede: “Antonella, ma cosa insegnano i partecipanti?” Sembra assurdo ma i partecipanti vengono a imparare qui da noi e ritornano e invitano nuovi amici. Quindi la comunità dà tanto a Felici&Conflenti. E il festival aiuta la comunità a riscoprirsi, a riscoprire il proprio patrimonio, a ridargli nuovo valore.

Antonella Stranges e Mico

Felici & Conflenti sta diventando sempre più importante e sta crescendo esponenzialmente, vero?

Sì, la crescita a livello di numeri e anche di soddisfazioni è data dalla collaborazione con tante associazioni, artisti di strada e professionisti. Con altre realtà calabresi positive. Avere queste persone intorno ci migliora. Fa in modo che si creino nuove relazioni e collaborazioni. Ma anche grazie al supporto di aziende del territorio. Abbiamo utilizzato vini e prodotti locali. E il successo, forse, è dato anche dalle nostre scelte ecologiche: l’uso di stoviglie compostabili o di ceramica, saponi e prodotti biologici. Il che ci ha permesso di ridurre al minimo l’inquinamento e l’uso della plastica.

Antonella, Felici & Conflenti è un festival di persone…

Sì, le persone che ci circondano sono tutte preziose e vorrei ringraziarle tutte. Da chi aiuta in cucina, chi fa le grispelle, chi pulisce. I ragazzi del servizio civile. I fornitori, le attività commerciali e i bar. Lo staff, i maestri e tutti i partecipanti che arrivano da lontano e fanno di tutto per essere presenti anno dopo anno. Chi si alza per darci una mano a lavare i piatti. L’ufficio stampa, Radio ‘Ntinna con il suo taxi, i fotografi. E tutta la comunità conflentese, fatta da giovani e meno giovani, che è indispensabile per la riuscita del festival. Tra tutti cito Alessandro, Laura e Nicolas che si occupano della cucina, e di tutta l’organizzazione.

Antonella Stranges: i Giganti con alle spalle il collonato

Qual è la cosa più importate di Felici&Conflenti per te?

Le chiavi, (in questa settimana sono tipo San Pietro) rappresentano per me una grande responsabilità. Durante l’ultima giornata, ricca di tranquillità, saluti e nostalgia, passo per le stanze a raccoglierle. E in ognuna trovo un dettaglio: una bottiglia, un paio di lenzuola che avevo messo magari in fretta e in furia di notte. E il borsellino delle chiavi, che si svuota il primo giorno, torna a essere pieno. Per me questo è il segno che la settimana felice è davvero finita.

Antonella, cosa ti lascia dentro questo festival?

Alla fine ho mille emozioni: nostalgia mista a soddisfazione e stanchezza. I bellissimi messaggi di ringraziamento che arrivano da chi ha appena lasciato Conflenti. Mi lascia un brivido; una sensazione difficile da descrivere.

E, infine, anche quest’anno sei convinta che…?

Sì, è l’ultimo anno che faccio Felici&Conflenti, il prossimo anno a metà luglio me ne vado in vacanza! Ma poi non vedo l’ora di rivedere queste facce. (Lo ripete ogni anno, sin dalla prima edizione, ma siamo arrivati felicemente a sei. Dunque, non credetele! ndr)

Antonella racconta il ‘suo’ Felici&Conflenti ultima modifica: 2019-07-29T09:24:35+02:00 da Serena Villella
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