CIBO CUCINA CONFLENTESE CUCINA TRADIZIONALE FESTA TRADIZIONI

Il ritorno della cuzzupa, regina delle feste pasquali

Cuzzupe e martiddruzzu

Cuzzupa e martiddruzzu fatte in casa

20981,20987,19996,19130,18412,18354,18243,18241,18169,18156,17775

Vuoi aggiungere delle "Foto" a questa sezione? Aggiungi

Si sa, ogni scusa è buona per fare un dolce. E ogni festa ha il suo dolce tipico, che varia da regione a regione, da città a città. Il bello delle feste è, forse, proprio il riunirsi intorno a una tavola imbandita. Lo stare insieme. L’ansia dei preparativi. È il trovarsi, nonne, mamme e figlie, in cucina, con su il grembiule, a preparare i piatti tipici.
È l’odore della cuzzupa appena uscita dal forno. E a Conflenti questo profumo è già nell’aria da un po’, insieme a quello dei buccunotti, altro dolce tipico del periodo pasquale, e delle pastiere, che non rinnegano la loro origine partenopea, ma che anche qui hanno trovato casa.

Origini e simbologia della cuzzupa regina della festa

La cuzzupa pare abbia origini orientali e il suo nome derivi dal greco volgare koutsoupon. Il termine significa, data la forma del dolce, cerchio rotondo o ciambella. È un dolce simbolo del periodo di Pasqua proprio perché segna la fine del digiuno quaresimale. L’uovo intero collocato sul dolce rappresenta, appunto, la rinascita e la resurrezione.
Si diffuse dapprima nella provincia di Reggio Calabria per poi essere esportata in tutta la regione e oltre. Assume nomi diversi a seconda del territorio: guta nella Locride, pittaiola lungo la costa tirrenica cosentina, vuta sull’Aspromonte.

Cuzzupa Cruda

Cuzzupa lievitata pronta per essere infornata

Curiosità

La tradizione ci dice che la suocera regalava la cuzzupa al proprio genero per comunicargli la sua decisione in merito alle eventuali nozze. Se aveva nove uova, la suocera aveva deciso che la promessa di fidanzamento tra sua figlia e il compagno era rinnovata. Se, invece, ne aveva sette lo avvisava che il matrimonio era alle porte. Da qui il famoso detto “Cu’ nova rinnova, cu’ setta s’assetta”.
Secondo un’altra voce, tale dolce veniva donato a una famiglia che aveva subito un lutto, in segno di solidarietà. Successivamente, invece, è diventato il dolce che caratterizza le nostre feste pasquali. La tradizione vuole che si regali una cuzzupa a ogni membro della famiglia, rispettando le gerarchie. Quella più grande e decorata ai nonni. Ai bambini, invece, si dà ‘u martiddruzzu una treccia a due fasce con l’uovo al centro.

Cuzzupa appena sfornata

La regina della festa pronta per essere mangiata

‘A cuzzupa liavitata

Delle cuzzupe ne esistono tante versioni: ci sono quelle con il lievito in polvere e le codette colorate, quelle con il lievito di birra, quelle con la ‘levatina’ o a doppia lievitazione. La ricetta che segue è di quest’ultimo tipo.
Ingredienti per la levatina:
50 g di lievito di birra, 250 ml di latte, farina q.b.
Ingredienti per l’impasto:12 uova (più altre per la decorazione). 500 ml di latte, 400 g di strutto, 50 g di lievito di birra. 500 g di zucchero, farina q.b. e la scorza grattugiata di un limone.

Procedimento

La levatina va preparata circa 12 ore prima. Si consiglia di farla la sera e lasciarla riposare tutta la notte. Sciogliere i 50 g di lievito nel latte a temperatura ambiente e aggiungere farina quanto basta per ottenere un impasto molto morbido e appiccicoso. Lasciare riposare coperto da un canovaccio umido.

Cuzzupa Martiddruzzu pronto per il forno

Un martiddruzzu

L’indomani, aggiungere all’impasto precedentemente preparato le uova, lo zucchero, il lievito sciolto nel latte e lo strutto morbido. Grattugiare la scorza di un limone e mescolare. Aggiungere la farina fino a che l’impasto risulti lavorabile e smetta di attaccarsi alle mani.
Dividere l’impasto e dare la forma di ciambella o martiddruzzu. Decorare sbizzarrendosi con la fantasia, ma non dimenticate di mettere uno o più uova intere (crude). Spennellare con latte o uovo sbattuto. Lasciarle lievitare finché non raddoppino di volume. Cuocere in forno ben caldo a 180° per una ventina di minuti.
Con queste quantità usciranno circa 6 cuzzupe.
A questo punto, non resta che augurarvi buon appetito!

Serena Villella

Autore: Serena Villella

Serena di nome e di fatto. Appassionata e paziente.
Una laurea triennale in Lingue Moderne e una specialistica in Interpretariato e Mediazione Interculturale.
Amante della vita e irrimediabile sognatrice.
“Vedo orizzonti dove gli altri disegnano confini”.

Il ritorno della cuzzupa, regina delle feste pasquali ultima modifica: 2019-04-19T09:30:58+02:00 da Serena Villella

Commenti

To Top