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Lorenzo e Conflenti: amore a prima vista

Lorenzo con la famiglia

Questa è un’estate anomala. Un agosto 2020 senza eventi serali, concerti, spettacoli e quant’altro. E, soprattutto, senza nu Juarnu a Madonna vero e proprio. Nonostante ciò, ad occhio, si può dire che Conflenti abbia un boom di turisti non indifferente. Forse addirittura più degli altri anni. Persone mai viste prima, amici di amici venuti a trascorrere qui le vacanze, restii ad andare all’estero. Persone che erano solite venire ma che negli ultimi anni avevano preferito altre mete. E poi i soliti, quelli che tornano puntualmente ogni anno, quelli che non si perdono per nulla al mondo, se non per giusta causa, un’estate conflentese. E tra quest’ultimi c’è Lorenzo Pierico.

Non è originario di Conflenti, tanto meno lo sono i suoi genitori.  È nato a Vibo Valentia ma vive a Milano sin da quando era un bambino. Anche se in Calabria tornava sempre a far visita alla nonna. Ma come c’è finito a Conflenti? E perché ritorna sempre? Ce lo racconta lui stesso.

Lorenzo Pierico e la prima volta a Conflenti

“A Milano abitavo nella stessa via in cui abita Arturo Caracciolo, un mio carissimo amico di infanzia, la cui mamma era di Conflenti e il papà di Martirano. Siccome eravamo amici di quartiere, mi parlava sempre di Conflenti e io gli parlavo delle mie origini vibonesi. Dunque, avevamo questa zona in comune che era la Calabria. Mi propose, quindi, di venire a passare un’estate qui con lui. Era l’agosto del 1983. Conobbi Lorenzo, Fabio, Giampaolo, Pino e tanti altri. Col tempo la mia memoria, soprattutto visiva, mi gioca brutti scherzi. Quindi anche a distanza di anni mi capita di incontrare persone che mi salutano fraternamente e mi raccontano di momenti trascorsi insieme nel passato, ma di cui io ricordo ben poco”.

Lorenzo Da Ragazzo

Ci sono delle cose, dei momenti, però, che Lorenzo ricorda dettagliatamente, che sono parte viva della sua memoria. Come, per esempio, “il primo impatto con Conflenti, che è stato molto positivo. Abitavamo nella casa dei nonni di Arturo, in un vico di via Cavour, persone squisite che mi trattavano davvero come un nipote. Ho impresso il ricordo del nonno, Guido, che ci portava in una stanza con salsicce e salami appesi al soffitto e ce li faceva assaggiare. Un’accoglienza che, a pensarci, ancora mi emoziona.
Durante quell’estate feci amicizia con molti ragazzi del posto e passavamo delle serate bellissime. Il giorno andavamo al mare o in Sila, ma molto spesso restavamo anche a Conflenti. E quella fu la prima di molte estati che io ho trascorso qui”.

Le volte successive

“Siamo ritornati l’anno successivo, attrezzati però! Ricordo che spedimmo i motorini col treno dalla stazione di Milano Centrale. Quando arrivammo, andammo a Nocera a ritirarli e arrivammo a Conflenti sui due ruote. Quell’anno, la casa dei nonni di Arturo era occupata e a noi toccò dormire a Martirano, a casa dei genitori. Avere il motorino fu, quindi, una grande comodità per spostarci liberamente. Ricordo che una mattina andammo addirittura a Lamezia Terme, passando per Acquavona, a trovare un amico. Ma andavamo anche al mare. Un ricordo molto vivo di quell’estate sono i pomeriggi trascorsi come speaker radiofonici di Radio Grandangolare. Un’oretta al giorno, per una settimana, io e Arturo facevamo un guazza buio, alternando valzer con musica rock”.

Lorenzo E Arturo
Lorenzo e Arturo al mare

Ma solo l’estate non bastava. Quell’anno, il 1984, Lorenzo tornò anche per le vacanze natalizie. “Di quell’esperienza ricordo la festa che organizzammo per il veglione di Capodanno in un garage a Santa Maria. E la bravata che facemmo, come dimenticarla! Comprammo delle boccette di Guttalax e le versammo nelle bottiglie di spumante, badando bene a metterne da parte una per noi. L’indomani mezza Conflenti era a casa col mal di pancia. Ricordo anche che aveva nevicato quella sera.” Dopo quell’anno, Lorenzo esce di scena. “Sai com’è – dice – crescendo si cambiano compagnie, cambiano le cose e, quindi, per tanti anni non sono più tornato”.

A Conflenti Lorenzo trovò l’amore, ma ancora non lo sapeva

“In quei due anni che venni a Conflenti conobbi anche Donatella (quella che oggi è sua moglie, ndr), con la quale nacque una mezza simpatia. I suoi genitori erano di Conflenti. Suo papà, fratello di Don Osvaldo, era militare e fu trasferito a Lecce. Anche lei, essendo molto legata ai luoghi d’origine dei suoi, tornava sempre a Conflenti in vacanza. Era una bella ragazza, ed è ancora una bella donna, e mi colpì subito. D’altronde, la maggior parte dei ragazzi del gruppo le andava dietro, ma lei non dava confidenza a nessuno”.

Ragazze
Donatella, Mariateresa Butera e Mariateresa Marotta

Dopo l’84, quindi, Lorenzo, per un bel po’ di anni, non venne a Conflenti. I ricordi dei momenti trascorsi e gli affetti nati, però, rimasero per sempre vivi in lui. E nemmeno i legami con gli amici si ruppero del tutto. “Quando qualche amico faceva una capatina a Milano – ci racconta – ci incontravamo sempre. E anche con Donatella i rapporti non si interruppero, almeno per i primi anni. Ci scrivevamo lettere, ci telefonavamo sporadicamente, e lei mi informò che si era trasferita a Milano per studiare alla Bocconi, ma non ci vedemmo mai. Fino a che, la sera di Capodanno del 2001, ricevetti una telefonata. Rispose la mia ragazza d’allora e mi disse: “C’è una persona per te che ti vuole salutare”. E mi passa Donatella. Non la sentivo da 15 anni forse.

Mi disse che sfogliando l’agenda aveva trovato il mio numero e aveva pensato di chiamarmi per un saluto. Parlammo cinque minuti. È stata molto carina, ci siamo fatti gli auguri e basta. Ma quella chiamata all’improvviso, dopo tanti anni, mi colpì molto”. Il destino, una volta scritto, non si può cambiare. E Lorenzo e Donatella erano destinati, sin dal primo incontro a Conflenti, a stare insieme. Lorenzo si lasciò con quella che era la sua ragazza, e dopodiché decise di ricontattare Donatella, dando un’ulteriore spinta al fato. “Da lì abbiamo cominciato a sentirci più assiduamente e a vederci. Lei mi venne a trovare e io l’andai a prendere a Linate. Ero così emozionato che entrai in aeroporto con una sigaretta accesa e mi beccai una bella multa. Ma ne valse la pena. Dopo di allora ci siamo fidanzati”.

Il ritorno di Lorenzo a Conflenti, insieme a Donatella

E il ritorno a Conflenti, dopo vent’anni, non poteva essere se non con lei. Anche se l’occasione non fu delle più gaie. Infatti, vennero a Conflenti “nell’aprile del 2004, quando morì la mamma di Donatella, e dopo pochi mesi anche il papà.” Ritornare, però, fu l’occasione per rivedere i vecchi amici, molti dei quali increduli di rivederlo lì. “Da lì in poi tutte le estati abbiamo ricominciato a venire qui. Lei è molto attaccata a Conflenti, le piace parlare il dialetto e ha molti ricordi radicati a persone ed eventi. Ricordi documentati da scritti e foto. Infatti, oltre a Don Osvaldo, tra i parenti di Donatella c’era anche un prete di Conflenti superiore, Don Raffaele Cerminara. E i due hanno fornito testi scritti che hanno permesso loro di ricostruire un albero genealogico che arriva al 1700 circa”.

Matrimonio

Tale padre… tale figlio

“Venivamo in vacanza ogni anno, facendo tappa a Lecce prima di giungere a Conflenti, e da qui raggiungevamo anche Vibo, per una visita ai miei parenti. Nel 2005, poi, ci siamo sposati a Milano e nel 2008 è nato nostro figlio Raffaele. Ma abbiamo continuato a venire sempre qui in estate. Perché, soprattutto per un bambino, è il posto adatto: fresco e tranquillo e a pochi passi dal mare e dalla montagna. E adesso Raffaele qui ha degli amichetti, si danno l’appuntamento ed esce da solo con loro. Impensabile a Milano far percorrere anche un chilometro a un ragazzino di 11 anni da solo. Infatti, l’unico posto in cui io sono tranquillo anche se so che mio figlio è in giro da solo è Conflenti, così com’era per me. Lui si sente grande, libero e felice. Io e Donatella siamo comunque tranquilli e sereni”.

1000 ragioni per tornare qui

Dal 2004 a oggi, gli unici anni in cui Lorenzo e Donatella hanno saltato le vacanze a Conflenti sono stati il 2015, a causa di un piccolo problemino di salute di Raffaele, per cui hanno preferito trascorrere due mesi di mare in Romagna. E poi l’anno scorso, quando la mamma di Lorenzo ha avuto una brutta malattia dalla quale è, per fortuna, guarita. Salvo, quindi, ragioni importanti, Lorenzo e famiglia non si perdono un agosto a Conflenti. E i motivi per tornare sono tanti. Gli amici, con i quali oggi le comunicazioni sono anche più assidue. La venerazione per la Madonna della Quercia. 

Amici
Lorenzo insieme a Guido e Arturo Caracciolo

E poi la recente passione di Lorenzo, che condivide con gli amici, per la “mountain bike. E questo posto è il luogo ideale per praticare questo sport. Andiamo addirittura fino al mare con la bici, passando dal ponte del soldato. Un tempo lo facevamo con lo scooter, oggi con la bici, a pedalata assistita però! Facciamo anche il percorso Conflenti-Spernuzzata-Reventino-Decollatura-Marignano- Conflenti”.

Trascorrere l’estate a Conflenti piace a tutta la famiglia

E venire a Conflenti piace a tutti e tre: a Donatella, perché è molto affezionata ai suoi luoghi e agli affetti. Piace a Raffaele perché ormai ha la sua comitiva con cui esce liberamente. E a Lorenzo in particolare.

Tra Amici
Lorenzo e alcuni suoi amici in vacanza in Calabria

“Sono molto affezionato a questo luogo, sia per i ricordi che ho sin da ragazzino. Sia perché Conflenti è fatto di gente ospitale e non “paesana”. I ragazzi conflentesi, ora come allora, hanno un modo di fare del tutto diverso rispetto a quello dei paesi limitrofi, hanno una verve più forte rispetto ad altri. E Conflenti è sempre stato molto più vivo. Ha sempre avuto una modernità insolita, unica e rara per un paesino montano.” E poi Conflenti fu galeotto della sua storia d’amore. E qui ha trovato “un gruppo di amici con i quali, anche a distanza di anni, e anche se ci si sente di rado, è rimasto un legame profondo e sincero”.

Lorenzo e Conflenti: amore a prima vista ultima modifica: 2020-08-28T09:00:00+02:00 da Redazione
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