CUCINA CONFLENTESE CUCINA TRADIZIONALE

Le conserve, una tradizione oltre la tecnologia

Le conserve: vasetti di giardiniere

Oggi la tecnologia è entrata così prepotentemente in ogni aspetto della nostra vita da considerarla una cosa scontata, quello dell’alimentazione non fa eccezione. Oggi parliamo di una tradizione conflentese che resiste all’innovazione, le conserve.

In qualsiasi periodo dell’anno possiamo decidere di mangiare qualsiasi frutto della terra ci aggrada. Per il cenone di Natale prepareremo una bella parmigiana di melanzane e per il pranzo di ferragosto accompagneremo una frittura di alici con un bel piatto di broccoli. Tutta la varietà dell’offerta moderna ci ha fatto perdere il senso della stagionalità nell’alimentazione. Il tempo non è più scandito dai suoi odori… Se ci trovassimo all’improvviso catapultati in una casa di 50 anni fa sapremmo riconoscere il mese in cui ci troviamo sentendo gli odori della sua cucina, oggi non sarebbe così. Fortunatamente a Conflenti questa cosa non accade.

Le conserve: Cesto di Prodotti

l desiderio di poter consumare i prodotti estivi durante tutto l’anno non è però una novità dei nostri giorni, anche le generazioni passate l’avevano. Da qui la conserva. Conservare, dal latino conservare, con indicante il mezzo e servare cioè mantenere nell’essere suo.
Tra la fine di agosto e gli inizi dell’autunno la terra offre molteplici e abbondanti frutti, che vengono lavorati e conservati per essere poi utilizzati durante il lungo inverno. A Conflenti, come in tanti altri piccoli paesi, questa attività si tramanda di generazione in generazione e continua anche oggi.

Un tuffo nel passato

Se si volesse fare un tuffo nel passato e vivere un’atmosfera magica basterebbe fare una passeggiata nei vicoli di Conflenti in questo periodo. Non sarebbe difficile imbattersi nell’odore della salsa di pomodoro preparata in abbondanza; in quello dell’aceto delle preparazioni in agrodolce, in quello degli ortaggi che finiranno nei vasetti, in quello prepotente dei peperoni arrostiti. Se la passeggiata continuasse fino agli inizi dell’inverno ci si imbatterebbe invece nelle preparazioni delle confetture dei frutti di bosco, degli agrumi, della mostarda di uva e del vino cotto, ormai quasi introvabile, in quelle dei funghi e delle castagne.

le conserve: Vasetti di Conserve

A dicembre la preparazione delle conserve lascia posto a quella della carne di maiale. Salami, salsicce, capicolli, “vrasciuluni”, pancette, “nuazzuli”, “curacchji”, saranno consumati durante tutto l’anno, fino all’arrivo di un altro inverno. In questo modo le famiglie conflentesi possono passare tutto l’anno cibandosi con prodotti genuini e senza lasciarsi tentare dalle cosiddette “primizie” che vengono esposte sui banchi di vendita.

Luca Marotta

Autore: Luca Marotta

Luca Marotta. Laureato in Economia Aziendale presso la l’Università della Calabria oggi ristoratore e chef per passione. Adora cani e gatti cui dedica, insieme alla moglie, tempo e risorse. Ad oggi si occupa di oltre 15 cani e oltre 30 gatti tolti dalle strade. Il sogno è arrivare ad aiutarne almeno 1000. Nel futuro prossimo la speranza è di passare dalla gestione di un ristorante a quella un hotel e di riuscire a realizzare un progetto in ambito agricolo. 
Le conserve, una tradizione oltre la tecnologia ultima modifica: 2019-09-11T09:58:28+02:00 da Luca Marotta

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