EVENTI FESTE E SAGRE MEMORIA

Carnevale a Conflenti nel tempo che fu

Carnevale a conflenti Sfilata

Il periodo più gioioso e colorato dell’anno è vicino. Anche quest’anno i ragazzi conflentesi si stanno adoperando per realizzare il carro che sfilerà per le vie del paese. E si aspetta domenica 23 per travestirsi e divertirsi. Ma com’era, un tempo, il Carnevale a Conflenti? Ve lo racconto io.

I vestiti di un tempo

Oggi i vestiti di carnevale si comprano nei negozi, spendendo anche cifre importanti, e i bambini si vestono seguendo le mode del momento. Una volta, prima dei tre giorni carnevaleschi le mamme e le nonne si trasformavano in sarte e iniziavano a cucire i vestiti di carnevale per i loro bimbi. Ed ecco che da un vecchio pezzo di stoffa nero usciva il mantello di Zorro con la sua mascherina, il tutto completato da una spada di legno forgiata dal papà. Un lenzuolo diventava il vestito di una fatina con la bacchetta magica fatta con un rametto.

Carnevale a conflenti Bimbi
Foto di Marco Villella

Con un vecchio scialle, una gonna rattoppata e le scarpe bucate di nonna ci si trasformava in una magara. Si cucivano le frange a una vecchia giacca, con le penne di gallina si faceva un copricapo: ed ecco l’indiano con l’arco e le frecce. I bambini più grandi con gilet, cappello, pistola, cinturone e stivali diventavano cowboy. Le signorine invece copiando il vestito delle nonne diventavano pacchiane. Praticamente, ci si mascherava con ciò che si riusciva a trovare in casa. E poi si andava a fare la farza.

La farza, tipica del Carnevale a Conflenti

La farza era la sfilata di mascherati, ballerini e suonatori che accompagnavano carnalivara. Un pupazzo rappresentava un uomo morto di crepapanza perché si era abbuffato di polpette e vino. Arrivati in piazza, si dava fuoco al pupazzo e ci si scatenava a far festa ballando, bevendo, mangiando, scherzando e lanciandosi coriandoli fatti tagliuzzando fogli di giornale e carte colorate. Nelle notti di carnevale gruppi di mascherati si aggiravano per le strade e bussavano alle porte di amici e parenti per chiedere polpette, vino e dolci. C’era chi li accoglieva, ma anche chi li cacciava con secchiate di acqua gelida.

Carnevale in passato
Carnevale negli anni ’50

Ricordo che una volta io, vestito da seminatore di grano, con camicia, pantaloni, barbone di lana, scarponi e un sacco a tracolla, insieme ad alcuni amici, un fabbro e un meccanico, bussammo alla porta di un grande amico. Tirò fuori vino, capicollo, soppressate, formaggio e tra na cosa e l’altra e racconti di fatti salienti ci addormentammo seduti a tavola. Ci svegliò la moglie al mattino con il profumo del caffè.
Praticamente il carnevale si viveva così, ci si divertiva con poco tutti insieme in armonia. E, poi, col mercoledì delle ceneri di concludeva la festa e iniziava il periodo di penitenza e privazione della Quaresima in attesa della Pasqua di resurrezione.

Giancarlo Villella

Autore: Giancarlo Villella

Mi chiamo Giancarlo Villella nato ai Tiarmuni ( Conflenti) il 5 febbraio 1971. Diplomato all’industriale, emigrato mai partito, tornato ancora più innamorato di Conflenti.
Carnevale a Conflenti nel tempo che fu ultima modifica: 2020-02-14T09:00:00+01:00 da Giancarlo Villella

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