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EMIGRAZIONE STORIE

Tony Nero: storia di un’emigrazione, parte I

tony Nero: una Valigia di cartone

Oggi vogliamo iniziare a raccontarvi la storia di uno dei tanti ragazzi nati a Conflenti ed emigrati all’altro lato del mondo. Un ragazzo che ha lasciato la terra natia all’età di 6 anni, per seguire la propria famiglia in Australia. Che è ritornato a respirarne il profumo dopo circa un quarto di secolo da quando l’aveva sentito l’ultima volta. Ladies and gentleman, Mr. Tony Nero.

Una storia cominciata negli anni ‘50

La storia dell’emigrazione di Tony Nero risale agli anni ’50. La sua famiglia viveva un po’ fuori dal paese, nella zona di Serra d’Urso. Ed era una famiglia come tante, dedita al lavoro e innamorata del proprio paese. Ma i tempi erano difficili, il lavoro scarseggiava così come le opportunità di costruirsi un futuro florido. E, dunque, non c’era altra soluzione se non mettere i pochi averi in una valigia di cartone e partire! Ad aprire la via verso l’Australia furono alcuni fratelli dei suoi nonni, Antonio Nero e Maria Cimino. Il padre di Tony, Paolino, li seguì in un primo momento da solo. Poi ritornò con l’intenzione di riportare con sé tutta la famiglia. All’epoca Tony aveva solo sei anni e aveva iniziato già la scuola qua a Conflenti.

Tony Nero: Neptunia il transatlantico

Ma nel ’54 si imbarcò su Neptunia con il padre, la madre, le due sorelle e una zia e lasciò il suo caro paese. Nella nave condivisero il vano con altre sei famiglie, ma erano abituati; anche a casa doveva condividere gli spazi. Tony era solo un bambino, i suoi ricordi sono naturalmente sbiaditi dal tempo. Possiamo, però, con la fantasia immaginare il suo stato d’animo. La curiosità di questa nuova avventura mista alla paura di chi non sa cosa gli aspetta. La voglia di casa, la stanchezza e la noia di un viaggio infinito, l’eccitazione negli occhi luccicanti di un bimbo che ha un nuovo futuro davanti a sé.

Tony E Famiglia

La famiglia di Tony Nero e la vita in Australia

Prima di cominciare una nuova vita in Australia, Paolino Nero combatté durante la seconda guerra mondiale. Fu fatto prigioniero in Grecia ma, insieme ad altri due compagni riuscì a scappare dai tedeschi. E dopo sette giorni e sette notti di viaggio ritornò in Italia, a casa sua. Giunto in Australia fece i lavori più umili e al contempo più faticosi. “Si svegliava al mattino presto per andare a tagliare canne da zucchero. Prima bisognava appiccare il fuoco per pulire l’aria e far scappare i serpenti velenosi. E solo dopo si procedeva al taglio della canna. Lavorò anche in una fabbrica di mattoni. Mio padre era un uomo forte, fortissimo” – ci dice Tony con gli occhi pieni di ammirazione. Un uomo pronto a dare un futuro migliore alla propria famiglia in una terra così lontana, così diversa. Ma, infondo, tutto il mondo è paese.

Militare

Nel comune a 45 minuti a nord di Sidney, dove si stabilirono, vivevano già molti italiani: napoletani, siciliani, bellunesi i quali crearono una piccola Italia, trapiantando dall’altro lato del mondo lo stile di vita del Bel Paese. Coltivavano orti e allevavano pecore. Producevano per il proprio fabbisogno e vendevano i prodotti della terra, formaggi fatti a mano e latte agli autoctoni. “Qui li avrebbero chiamati ‘pecorari’, – esclama Tony – ma in Australia si sono arricchiti.

La famiglia di Tony Nero
I genitori di Tony Nero con alcuni componenti della famiglia – Credit: Paolo Carino

Iniziando dall’avere 3 o 4 pecore ad averne 10.000. Da piccoli appezzamenti di terra a grandissime proprietà. La mia famiglia si dedicò pure all’agricoltura e all’allevamento. Comprammo, poi, un negozio di frutta, di cui si occuparono mia mamma e la mie sorelle. L’attività cessò e le donne della famiglia, come la maggior parte delle donne in Australia, iniziarono a lavorare in una fabbrica di biancheria intima”.

Tony Nero: storia di un’emigrazione, parte I ultima modifica: 2019-09-12T18:43:46+02:00 da Redazione
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