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Storie di vita: “Antonella e jiuriddru”

Antonella Marasco

Antonella è nata a Conflenti il 18 novembre 1962. A causa delle condizioni precarie in cui riversava la famiglia, venne affidata alle cure dell’Istituto Sacro Cuore di Gesù a Vibo in attesa di adozione.

Antonella di quel posto non ha bei ricordi !!!Con il volto cupo inizia a raccontare: “C’erano delle regole ferree da rispettate e se capitava di sbagliare, venivamo severamente puniti. Io avevo il terrore delle punizioni…. ti picchiavano anche se eri piccola.”

L’adozione

Arrivò il tanto atteso giorno dell’adozione a cura di una famiglia di Messina. Ma, anche lì Antonella non trovò amore e serenità. Furono mesi di tristezza! Una convivenza forzata, nessuno le prestava cura e attenzione e veniva spesso picchiata. Tanti i pensieri tristi che le giravano per la testa, pensieri che alla sua giovane età dovevano essere totalmente sconosciuti.
Fortunatamente, grazie all’intervento della famiglia, Antonella venne portata a Tropea presso La Casa della Carità di Don Mottola gestita delle oblate. Una struttura  pubblica che accoglieva i bambini e i minori orfani o senza famiglia.

Bambini In Un Istituto

Irma Scrugli detta la Chiara di Tropea

Le oblate si occupavano di bambini abbandonati fino al dodicesimo anno di vita e così, parallelamente all’asilo, svilupparono un orfanotrofio femminile. Qui erano ospitate ragazze povere e senza famiglia. Le ragazze più grandi si  prendevano cura delle più piccole.
Una delle prime benefattrici della Fondazione fu la signorina Irma Scrugli, definita: “la Chiara di Tropea” che intrecciò la sua vita a quella del Venerabile Don Francesco Mottola. Appartenente ad una famiglia aristocratica, abbandonò il suo palazzo per tendere le mani alle classi più deboli. Abbraccia gli emarginati, i sofferenti, i bambini, una grande fede capace di annientare gli egoismi personali per darsi senza remore a chi aveva bisogno.

All’interno dell’istituto era la mamma di tutti. Più che parlare, sapeva ascoltare, sgranando gli occhi che, quasi sempre, si imperlavano di luce e tenerezza, mentre dal suo volto emanava un penetrante sorriso che andava diritto al cuore.

Insegnamenti di vita

La vita di Antonella ha avuto una svolta proprio qui, grazie all’aiuto delle assistenti sociali che la seguirono, dove imparò le attività necessarie e importanti per vivere.
Racconta: “Avevamo una direttrice, una priora, che regolava l’educazione morale delle alunne sorvegliandoci costantemente, si chiamava Lina Figliano. La signorina Lina, operò nella sede di Tropea per lungo tempo. Dedicò la propria vita alla cura dei minori, con spirito d’accoglienza e di carità, servendo sempre gli ultimi. Fu una figura molto importante per me.
Taddeo, era il cappellano impegnato nelle attività di culto, di assistenza e beneficenza, d’istruzione ed educazione alla religione.
La signorina Micuccia, ci insegnava diversi mestieri, tra cui taglio di biancheria per corredi, sartoria semplice e confezione di biancheria intima.

Antonella, negli anni spensierati

Antonella, nell’istituto trascorse anni di spensieratezza. Al raggiungimento della maggiore età, quindi al momento fatidico dell’addio all’Istituto, non essendo in grado di vivere autonomamente, vi rimase come ospite.
Nel 1990 tornò in visita dalla famiglia a Conflenti e successivamente, qualche anno più tardi, grazie al fratello Piero, vi si stabilì definitivamente.
Oggi Antonella vive con Piero e trascorre la sua vita in pace e serenità qui in paese.
La storia di Antonella è solo una testimonianza di quanto può essere crudele, assurda e cinica la realtà della vita. Non ne richiede morali, né giudizi.

Storie di vita: “Antonella e jiuriddru” ultima modifica: 2021-02-19T14:21:09+01:00 da Lucy Stranges

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