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Jamu aru jume? Alla riscoperta del Salso

Jume: Cascata del fiume salso

“Beh, guagliù chi facimu oje, jamu aru jume?”. È l’invito balzato di chat in chat nel post lockdown. L’emergenza coronavirus ha, infatti, costretto tutti a cambiare le proprie abitudini stravolgendo la nostra routine. Abbiamo dovuto riorganizzare le giornate in casa. Tra fornelli, serie tv, film e videogiochi. Qualcuno ha dedicato anche qualche ora a fare sport e a leggere. Una “nuova normalità” rilegati tra le mura domestiche. Qualcuno si è perfino abituato a questi ritmi più lenti. Ad assaporare ogni istante in famiglia.

Ma cosa ci è mancato di più? La libertà. È sicuramente questa la risposta che unisce grandi e piccini. La voglia di aria aperta. Di natura. Chissà quante volte in questi mesi abbiamo sognato di camminare nell’erba. Passeggiare in riva al mare, prendere il sole o semplicemente respirare aria pura. Ci è mancato il contatto con l’ambiante e siamo tornati a desiderare le cose essenziali. Come un abbraccio o correre senza meta.

U jume immerso in una natura amena

Difficile, soprattutto per i più giovani, restare fermi. Immobili. Chiusi in casa senza nemmeno trascorrere del tempo con gli amici. Tutti questi sacrifici per salvaguardare noi stessi e i nostri cari. E così, ritornati (quasi) alla normalità, i ragazzi conflentesi hanno optato per le passeggiate “green”.

Nascosto nel verde più rigoglioso tra la natura incontaminata, ai piedi del monte, scorre il fiume Salso. Sulle sue sponde si trovano anche antichi mulini e la “carcara”. Una struttura in pietra usata in passato per cuocere pietre calcaree dalle quali derivava la calce. Tra cascate e vecchi ponti, lo spettacolo per i visitatori è assicurato. Un posto magico che, proprio grazie – anche se suona brutto dirlo – al Coronavirus, i giovani di Conflenti hanno riscoperto. Qualche temerario, nelle giornate più calde, si è anche gettato nelle sue fredde acque. E poi, armati di falce, taglia erba e mascherina, hanno dato anche una ripulita, alla piccola area picnic e lungo le sponde du jume, che dall’Immacolata sbocca aru Chjianiattu, raccogliendo cicche di sigarette e rifiuti gettati qua e là da chi trascura la magia del posto.

Quel che resta di questa dura prova di sopravvivenza dettata dall’emergenza sanitaria mondiale, dunque, è la scoperta della bellezza che ci circonda. Passeggiare all’aria aperta a contatto con la natura, riscoprire posti più isolati, lontani dal tran tran, evitando così assembramenti e nel rispetto delle norme anti-contagio. Un modo nuovo, più sano, di fare attività fisica e trascorre il tempo libero. Saranno queste le nuove salutari abitudini anche per tanti giovani?

Jamu aru jume? Alla riscoperta del Salso ultima modifica: 2020-05-25T10:29:17+02:00 da Serena Villella
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