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Baco da seta: “mistiari” o arte?

Baco da seta
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“Le more, il gelso, il telaio: il baco da seta. Ritorna improvvisamente il ricordo del baco allevato a casa e di quel diploma appeso alla parete in cui si diceva bravo al capofamiglia che ne aveva prodotto tanto, anche se lui non c’entrava: erano le donne che si occupavano di tutto”.

(Tratto dal libro “Le pietre, le case, la gente” di Francesco S. Stranges.)

Il baco da seta, o “bombix mori”, è originario della Cina. I primi imperatori ordinarono di diffondere questa coltura e, nello stesso tempo, emanarono delle leggi severissime con lo scopo di proteggerne le tecniche. In Italia la presenza dell’inestimabile filato risale al tempo dell’imperatore romano Augusto, periodo in cui si pensava che la seta fosse ricavata direttamente dagli alberi. L’introduzione del baco in Calabria è avvenuta con la colonizzazione greca. Alcuni sostengono che in realtà si diffuse nel periodo della dominazione Borbonica.

“E Tilara a ri Cujjianti”. La storia

Molte donne si occupavano di allevare il baco da seta nutrendolo con le foglie del gelso, albero che cresceva nelle campagne del paese.

Baco da Seta

Lavorazione del baco da seta. Foto presa dal web.

Come si otteneva la seta?

Gli allevatori acquistavano i semi da alcuni fornitori. Negli anni più recenti furono Micu Baccari e Pasquale Marasco. Verso i primi di aprile le sementi insieme ai gelsi erano benedette durante la settimana santa o il 25 aprile in occasione della processione di San Marco.

Il procedimento

I semini venivano costuditi, per una diecina di giorni circa, in una pezzuola di lana riposta nel seno delle donne. La sera si deponeva l’involucro vicino al focolare. Quando iniziavano ad aprirsi erano sistemati in una scatola di cartone e si coprivano con una carta bucata in modo che attraverso i buchi, le piccole larve salivano sulla parte superiore della carta per alimentarsi con qualche fogliolina di gelso. Pian piano le larve crescevano, il contenitore s’ingrandiva e la quantità di foglie di gelso aumentava. Quando le larve cominciavano a emanare una secrezione (futura seta) si mettevano nei nachi e cunocchie. I bachi si arrampicavano e spargendo la seta si costruivano il bozzolo.

Baco da seta

Bozzoli di baco da seta. Foto presa dal web.

“A ri Cujjianti”

Al telaio si tessevano le lenzuola, le tovaglie, le coperte, che costituivano il corredo delle ragazze per l’imminente matrimonio. In passato erano molte le donne che si dedicavano con passione a questo lavoro. Oggi giorno di tessitrici ne sono rimaste poche e tutte anziane. Il telaio ha avuto una continua evoluzione. In origine era verticale, in seguito orizzontale. A Conflenti si usa un telaio costruito in legno di castagno: è una struttura a forma cubica fornita da un sedile per la tessitrice, da un insieme di pedali (pidacchia), della “cassita” dei pettini e da un elemento fatto di fili sottili di acciaio con un occhiello al centro (lizzu).

baco da seta

La filatura e il tessile. Foto dal web.

Veronica Carullo

Autore: Veronica Carullo

“Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”.

Baco da seta: “mistiari” o arte? ultima modifica: 2019-03-11T09:26:31+01:00 da Veronica Carullo

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