CIBO

U Murziddru la colazione dei contadini

Patate e pipe

Quannu veramente a terra a ri Cujjianti se zappava a crocca e a zappune. Quando squadre di zappatori, potatori, mietitori e boscaioli, rendevano questa terra fertile e produttiva, quando la fatica era davvero dura ed il sole o il freddo screpolavano le mani e indurivano i volti. C’era la necessità, ad una certa ora, di rifocillare e rinforzare chi sudava. Quindi la massaia di casa verso le nove del mattino serviva U MURZIDDRU:

U Murziddru

Ecco cosa comprendeva u murziddru.
Patate ccu pipi
, supprissata, capiccuadru, vujjularu, casu e casa, frittata ccu sazizza, suzzu, alive niure e ammaccate, giardiniara, vrasciole e risu, pane e casa e vinu bbuanu.

La ricetta

Mettere in una grande padella olio di semi, sbucciare le patate e affettarle a spicchi di dimensioni non troppo sottili, pulire e affettare i pipi. Mettere tutto in padella con olio caldo, salare q.b., lasciare cuocere. A fine cottura metterle in un piatto da portata e servire. O se dici di portarle ai lavoratori metterle in un insalatiera coperta affinché restino calde.
Nella nostra versione, le patate ccu pipi sono state arricchite con salsiccia fritta.

Patate E Pipe

Patate E Pipe
Patate E Pipe

Finito di ammorzare si riprendeva il lavoro e verso mezzogiorno e mezza tornava la massaia ccu ru “cuviarchiu” supra a capu, stendeva la tovaglia e du cuviarchiu stavolta usciva: “pasta e surache (o ciciari,  o fhave, o pisiddri), baccalà frijjiutu ccu alive niure, uassi e logna, milanciane chine, nzalata e pimaduari ccu cipuddra russa, casu, pane e casa e vinu bbuanu

Tornati a lavorare finché si poteva, anche fino al tramonto a volte, portata “anta diritta” il padrone serviva l’ultimo giro di vino e ognuno col suo attrezzo sulle spalle faceva ritorno alla sua dimora, dove spesso c’era altro lavoro da fare prima di consumare la cena e andare finalmente a riposare.

 

Giancarlo Villella

Autore: Giancarlo Villella

Mi chiamo Giancarlo Villella nato ai Tiarmuni ( Conflenti) il 5 febbraio 1971. Diplomato all’industriale, emigrato mai partito, tornato ancora più innamorato di Conflenti.

U Murziddru la colazione dei contadini ultima modifica: 2018-10-18T09:00:38+00:00 da Giancarlo Villella

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