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Un gioco del passato: “patrune e sutta”

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A cantina era un luogo d’incontro e ha rappresentato negli anni passati il punto di riferimento per uomini e anziani che, dopo una lunga giornata lavorativa, vi si recavano per trascorrere ore liete e serene discutendo del lavoro nei campi, del raccolto e dell’andamento stagionale. Ogni rione aveva la sua cantina. E ogni sera, in particolare nei mesi invernali, si riempiva di clienti gran bevitori di vino che portavano allegria e spensieretezza. Ogni tanto, la serata veniva allietata anche dal suono di un organetto e, qualcuno dei presenti, improvvisava una ballata al ritmo di tarantella.
Si giocava a briscola, a tressette o a scopa ma, uno dei passatempi più apprezzati era il gioco de patrune e sutta. Coinvolgeva più persone e chi non giocava tifava.
Lo scopo era quello di farsi pagare da bere dal gruppo e la posta in palio era “tre quarti e vinu e na gazzosa!” Il fine era quello di bere tanto pagando il meno possibile. Nel gioco vi era una clausola importante: qualcuno dei giocatori poteva o doveva rimanere all’umbra cioè senza aver bevuto per tutta la durata del gioco. Ovviamente quando i due appartenevano alla stessa squadra cercavano di far bere solamente i loro compagni. Il gioco si complicava quando patrune e sutta non appartenevano alla stessa squadra e si cercava di arrivare a compromessi per far bere i propri compagni.

Patrune e sutta: le regole

Anche se c’erano diverse varianti, solitamente Il gioco iniziava con una partita a briscola con le tradizionale regole e chi perdeva doveva pagare da bere.
Successivamente, dopo averle rimescolate, si distribuivano tutte le carte ai giocatori e si controllava la primiera: quella più alta dava il diritto ad essere il padrone, la seconda il sotto. Quest’ultimo proponeva il giocatore che deveva bere al padrone, il quale poteva accettare o meno. Se questi era a favore si procedeva, altrimenti u patrune poteva variare ma se il sutta non cedeva, u patrune era costretto a bere entrambe le bevute.
E proprio per la distribuzione del vino si creavano le più animate discussioni e capitava che il padrone, delle volte, faceva di tutto per bere da solo lasciando all’umbra u sutta.
Si avvinazzavano al tal punto che spesso il gioco si trasformava in rissa fra la disperazione dell’oste. E capitava anche che si instauravano inimicizie durature o addirittura delle feroci.


Patrune e sutta un gioco di carte e di bevute che ai giorni nostri è quasi scomparso rischiando di finire nel dimenticatoio. Un gioco di un’altra epoca, di generazioni che stanno sparendo. Di un passato che, però, è un pezzo di tradizione e che merita di essere ricordato.

Un gioco del passato: “patrune e sutta” ultima modifica: 2021-05-18T09:00:00+02:00 da Redazione

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