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Ornella e Mariateresa, un pallone per due!

calcetto femminile

Siamo ormai agli sgoccioli. Il nostro appuntamento fisso alla scoperta delle ragazze dell’Asd Conflenti femminile sta per finire. Eccoci alla nostra penultima puntata con Ornella e Mariateresa. Le due, unite dalla squadra ma prima ancora dall’amicizia fuori dal campo, si raccontano in questa penultima intervista doppia.

Nome, Cognome, Età:

O: Ornella Albace, 31.
M: Mariateresa Marotta, 28.

Ruolo:

O: Centrale difensivo ma all’occorrenza portiere che decide le partite. Non me ne voglia il capitano.
M: Laterale sinistro o ultimo centrale, ma resta il fatto che sono affezionata alla panchina.

Il numero che porti sulla maglietta:

O: Per mia scelta, e vorrei sottolinearlo, 18.
M: 3.

In che rapporto sei con la tua compagna di intervista?

O: Eravamo amiche da molto prima di iniziare questa avventura. Il suo pressing costante mi ha convinto a iniziare a giocare.
M: Ottimo. Prima di essere una mia compagna di squadra, Ornella, ormai da qualche anno e per mia fortuna, mi affianca in tutto.

La sua migliore qualità:

O: Sicuramente il fatto di essere molto attiva. Si dà da fare in modo incredibile per la squadra e per ogni altra cosa in cui partecipa, a differenza mia che invece spesso sono pigra.
M: La fedeltà e la sincerità, nel bene e nel male.

Ornella, mariateresa e il gruppo
Ornella e Mariateresa insieme ad alcune compagne

Ornella, sei arrivata nella squadra dopo le altre e senza mai aver giocato prima. Come ti sei trovata?

Beh non è stato difficile. Sapevo che da un punto di vista calcistico dovevo imparare tutto da zero. Ma per quanto riguarda il gruppo non ho mai avuto problemi perché le ragazze mi hanno accolta subito come una di loro.

Mariateresa, prima esperienza da calciatrice ma sei stata tu a farti venire l’idea di fondare la squadra. Da dove arriva questa passione?

Sono sempre stata un “maschiaccio” e da piccola mi capitava spesso di giocare a calcio con i miei compagni di scuola. Mi mettevano in porta così da non avermi tra i piedi. Poi, sinceramente, non so cosa sia successo. Ma il pallino del calcio femminile l’ho sempre avuto. Così un bel giorno, dal nulla, ho chiesto a Domenico: “Ma se facessimo una squadra femminile?”.

Tra le due, chi regge meglio i campari del sabato?

O: Io, naturalmente. Lo dimostrano le sue risate incontrollate dopo il primo giro.
M: Senza dubbio lei. Ma ci sto lavorando.

E tra le vostre compagne chi è la più brontolona?

O: Eugenia, chi può contraddirmi su questo?
M: Io, penso.

La compagna con cui hai legato di più, oltre ai presenti?

O: Sarebbe sbagliato dirne solo una. Ho conosciuto un bel gruppo di ragazze con cui mi piace allenarmi, ridere e scherzare ma anche passare del tempo fuori dal campo.
M: Con mia grande sorpresa, Fiorella. Ho scoperto una persona veramente speciale.

Ornella, si vocifera che tu abbia spiccate doti anche come portiere, come mai?

Beh nell’ultima partita, prima dello stop forzato, a pochi secondi dalla fine ho salvato un gol, praticamente fatto, mettendo la mia “spalla” tra il pallone e la rete. Per cui mi sono guadagnata questo ruolo ad honorem.

Ornella in partita
Ornella

Mariateresa, in paese molti aspettavano il tuo esordio ma hanno dovuto attendere a lungo. Come hai reagito alle prese in giro amichevoli della gente?

(ride) …Bene! Ho guardato il bicchiere mezzo pieno: mi volevano in campo per verificare le mie grandissime e riconosciutissime doti calcistiche. Quindi ho aspettato anche io insieme a loro e mi pare che l’esordio abbia portato fortuna. E anche vero, però, che poi è arrivato il Coronavirus!

Dicono che per le donne è difficile fare gruppo, confermate questa cosa?

O: Sì, in teoria, ma tra di noi non ci sono stati molti problemi. Quelli che sono sorti durante questo periodo non erano riconducibili al fatto di essere donne o meno ma semplici screzi fisiologici in un gruppo di persone.
M: Sì è così, inutile negarlo. Però tra alti e bassi, ad oggi, penso che nella squadra abbiamo posto delle buone basi per crescere insieme e diventare un gruppo il più coeso possibile.

Cosa odiate di più dell’allenamento?

O: Tutto, odio proprio allenarmi
M: Quando finisce. Non vorrei mai tornare a casa.

In cosa vorreste migliorare?

O: In tutto ma senza allenarmi
M: In tutto!

Ornella, hai un rapporto personale con il mister, come gestisci le due cose?

Credo bene. Cerco di essere più corretta possibile verso le altre e non avere un comportamento diverso da quello che hanno loro con lui, anche se a volte mi scappa essere troppo confidenziale. Sarò anche ripetitiva, ma l’ambiente che si è creato non genera assolutamente difficoltà di questo tipo.

Mariateresa, ti prendono in giro perché sei molto affezionata alla panchina, eppure nella partita prima del lockdown sei partita titolare. Raccontaci il momento in cui il mister te lo ha comunicato.

Ero quasi certa che in quella partita avrei giocato ma sicuramente non da titolare. Mentre il mister ci svelava la formazione, ho sentito il mio nome e ho cercato subito di ribattere, come al mio solito. Ma lui mi ha zittita. Non ho più parlato fino al momento in cui, finiti i miei 10 minuti in campo, sono ritornata in panchina, il mio habitat naturale!

campo
Mariateresa

La ramanzina più seria che ricordate del mister.

O: Il mister è pazzo, e io ne so qualcosa, dopo la sconfitta col Decollatura avvenuta di sabato non ha fatto altro che riprendere chi gli capitava a tiro fino all’allenamento del lunedì, in cui ha passato mezz’ora prima di iniziare a parlare e parlare e parlare.
M: Nel mezzo di una partita, chiama il time-out, raduna tutte e urla come solo lui sa fare: “Vi state cagando addosso!”.

Nelle due partite in casa la presenza di pubblico era considerevole, avete sofferto la pressione?

O: No, mai fatto questo pensiero. “’A vrigogna è de chine arrubba”
M: Tantissimo. Il pubblico è il mio timore più grande. Dire che sono terrorizzata è niente.

Ornella, ti chiamano la cantante anche se nessuno ti ha mai vista su un palco, perché?

Mariagrazia mi ha affibbiato questo soprannome perché non le mando a dire. Sono abbastanza diretta e allora le “canto” un po’ a tutti.

Mariateresa, in palestra cadevi dalle due alle tre volte ad allenamento, adesso al campetto sembra essere migliorata la cosa. A cosa devi questa evoluzione?

Uno slogan pubblicitario, tempo fa, recitava: “Meliconi, rimbalza e non si rompe!”. E io, oltre ad avere nel frattempo imparato a camminare, ho acquisito una sorte di guscio gommoso, proprio come il telecomando.

L’episodio più divertente fuori dal campo.

O: Più che un episodio direi una giornata intera, ovvero la domenica passata insieme a Lamezia. Abbiamo affittato un campo e abbiamo passato il tempo tra allenamento, mangiata in compagnia e racconti di varia natura. In quel giorno sono venuti fuori alcuni tormentoni che ancora oggi ripetiamo costantemente.
M: Ce ne sono a bizzeffe. In tutte le nostre trasferte, le nostre uscite, nello stare insieme in generale, il divertimento è la parola chiave. Nonostante i risultati in campo, il nostro successo sta proprio in questo.

Ornella, mariateresa e la Squadra al completo
Foto di gruppo

Il ricordo migliore di questo breve campionato.

O: Il fischio finale dell’ultima partita conclusa con una vittoria. Ci tenevo tantissimo e averla ottenuta vedendo partecipare tutte le ragazze è stato bellissimo.
M: L’entrata in campo nella prima partita in casa. Stava succedendo davvero e non potevo crederci.

Per finire, un aggettivo per il mister.

O: Io credo sia pazzo, anche se un po’ lo sospettavo.
M: Direi versatile. Fa il mister, gestisce la squadra, è uno di noi quando si scherza e funge anche da psicologo. Non è semplice tutto questo ma che sia la squadra o che siano gli amici, ha a cuore il benessere di tutti i membri del gruppo e di chi gli sta accanto. Quindi si fa carico di qualsiasi tipo di problema e cerca di risolverlo.

Ornella e Mariateresa, un pallone per due! ultima modifica: 2020-06-26T09:14:19+02:00 da asdc femminile
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