CUCINA CONFLENTESE MEMORIA

A cunzerva de na vota: i metodi dei nostri bisnonni

Cunzerva essiccata al sole

Oggi per fare la salsa laviamo i pomodori, li spacchiamo facendo uscire un po’ di semi, li mettiamo dentro la quadara, li facciamo cuocere, li scoliamo, li passiamo con la macchinetta elettrica, saliamo la salsa la imbottigliamo e la bolliamo dentro u quadarune, con il cosiddetto procedimento di bagnomaria. Una volta messe le bottiglie nel quadarune si coprono con sacchi di iuta o stracci vari e ci si mettono delle pietre sopra per impedire che durante l’ebollizione si rompano. Una volta, oltre a queste accortezze, ogni bottiglia si avvolgeva in fogli di giornale. Ma il procedimento per fare la cunzerva non è sempre stato così. Vi raccontiamo come la preparavano i nostri nonni e bisnonni.

A cunzerva essiccata al sole

Un tempo non c’erano tutte le comodità di oggi e non si conoscevano tante tecniche. Perciò anche la salsa si faceva in modo rustico. La cunzerva, infatti, aveva una seconda cottura al sole. Una volta cotti, i pomodori si passavano allo stricastrattu, una specie di piatto di ferro dal fondo bucherellato. Si salava la salsa così ottenuta e si metteva a cuocere fino a diventare molto asciutta. Ancora calda, veniva stesa sul masciddraru e messa ad asciugare al sole anche per un mese. Se il tempo non lo consentiva, si infornava avendo l’accortezza di rigirarla spesso in modo da asciugarla uniformemente.

Cunzerva: salsa essiccata

Una volta asciutta, le donne la raccoglievano e conservavano in vasi di terracotta, coperta con un filo d’olio, una foglia di cavolo e un tassello di legno. Quando si doveva fare il sugo si prendeva qualche cucchiaiata di salsa, la si rigenerava e la si cuoceva nel modo voluto. Qualche cucchiaio bastava a condire la pasta per dieci persone.
Con un altro metodo dopo aver passato i pomodori col stricastrattu si salava la salsa, la si cuoceva facendola restringere bene. Si aggiungeva un grammo di acido salicilico per litro e la si imbottigliava senza poi bollire le bottiglie nel quadarune a bagnomaria per circa mezz’ora dall’ebollizione.

Giancarlo Villella

Autore: Giancarlo Villella

Mi chiamo Giancarlo Villella nato ai Tiarmuni ( Conflenti) il 5 febbraio 1971. Diplomato all’industriale, emigrato mai partito, tornato ancora più innamorato di Conflenti.
A cunzerva de na vota: i metodi dei nostri bisnonni ultima modifica: 2019-10-18T09:00:17+02:00 da Giancarlo Villella

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