Come ogni anno, il 13 dicembre, si rinnova la festa di Santa Lucia. È la santa considerata per tradizione, la padrona della vista e di tutti coloro che ne soffrono. La sera del 12 dicembre dopo la celebrazione della messa, la Santa viene portata i processione per le vie del paese, anche se quest’anno a causa Covid non verra fatto. Nella piazza dell’emigrato si prepara la focara; il grande fuoco illumina piazza dell’Emigrato creando un momento di incontro e condivisione; di sapori, danze e musica popolare.
Antico proverbio
Un antico proverbio conflentese recita: si nescia Maria, un nescia Lucia e si nescia Ndria, un nescia Maria. E ancora oggi, è spesso così. Se le condizioni meteo permettono la processione dell’Immacolata, automaticamente a Santa Lucia piove, o viceversa. Un tempo, poi, sant’Andrea era patrono e si portava in processione. E se usciva in processione il Santo, di conseguenza, l’Immacolata non sarebbe potuta uscire per la pioggia, mentre Santa Lucia sì.

Tradizione
Luci e fuoco per rinnovare la tradizione contadina legata alla chiusura dei lavori nei campi e all’attesa dell’inverno e della luce della primavera. In chiesa subito dopo la messa vengono distribuiti lumini e panini benedetti sistemati nei cesti accanto all’altare. In tempi lontani, era tradizione preparare il grano cotto condito con olio e finocchietto e si offriva ai vicini di casa in onore della Santa. Gli anziani contavano le Calende (i dodici giorni fino al 24 dicembre) coincidenti con i dodici mesi dell’anno e registravano giorno dopo giorno i mutamenti atmosferici, al fine di stilare le previsioni del tempo nei mesi successivi. Giorno 13 si celebra la messa seguendo le disposizioni anticovid.



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