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Gianfranco Villella: “sono legato a Conflenti e sogno spesso di tornare”

Gianfranco Al Mare

Ciao Gianfranco, presentati ai nostri lettori.

Sono Gianfranco Villella, nato a Messina nel 1979, cresciuto a Conflenti dall’età di 7 anni . Prima ho vissuto a Messina e Cosenza dove mio padre svolgeva servizio militare. Sono vedovo e dal 2003 vivo a Berceto, un paesino di circa 2000 abitanti in provincia di Parma, con il mio cane Mosè. Due anni fa ho abbandonato il lavoro “storico” svolto per 18 anni come geometra-direttore di cantiere alle dipendenze di una nota azienda Veneta che si occupa prevalentemente di costruzione e ristrutturazione di ponti e viadotti; attualmente lavoro per un’azienda che si occupa d’impianti elettrici e fotovoltaici.

Come trascorri il tuo tempo libero?

Dedico il 90% del mio tempo libero al volontariato che per me è diventato una sorta di vocazione. Sono referente per il mio paese della Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, presidente di un’associazione che gestisce l’area sgambamento cani di Berceto intitolata a mia moglie scomparsa per cancro nel 2018, volontario di Croce Rossa e Protezione Civile Comunale. Dormo mediamente 4-5 ore per notte perchè reputo che “usare molte ore per dormire è uno spreco di tempo” e, con la scusa, durante le ore notturne mi diverto a giocare scattando fotografie che pubblico sui social.

Gianfranco vestito con abito e cravatta blu e occhiali neri

Raccontaci della tua partenza da Conflenti.

Dopo il diploma di maturità come geometra avevo iniziato a svolgere tirocinio presso lo studio tecnico Mastroianni. Nel frattempo, grazie alla “buona parola” di un mio zio, arrivò una chiamata da Padova per un posto come geometra in un cantiere stradale a Bologna. Avevo 21 anni e non ero mai andato via da Conflenti. Quell’opportunità mi diede immediatamente sentimenti di gioia misti a paura. Capii subito che quell’occasione non si sarebbe ripetuta facilmente. E per via dei soli tre giorni di preavviso, all’indomani iniziai a preparare la valigia piena di vestiti e sogni da realizzare. La sera della chiamata (25 Maggio 2000) ricordo bene che uscii di casa e guardai Conflenti con occhi diversi. La partenza significava poter guadagnare i soldi necessari a realizzare i sogni di quei tempi . E quei sogni, tra le tante cose, prevedevano un ritorno nel mio paese da uomo indipendente con qualche soldo in tasca e tante novità da raccontare durante le sere con gli amici al Bar Centrale.

Come hai vissuto i primi tempi lontano da casa?

Sono stati durissimi e per mia immensa fortuna quel lavoro prevedeva di tornare a casa per qualche giorno ogni 18 giorni. Il lavoro era pesante, orari impossibili, turni di giorno e di notte, lavoravo in autostrada sotto il sole cocente e l’ufficio di cantiere nel quale sono entrato dopo diverso tempo di gavetta come operaio (lode a chi mi disse “prima di fare il geometra devi saper fare tutti i lavori che chiederai agli altri di dover fare) era un box in lamiera posto ai margini del ponte in ristrutturazione. Volevo mollare ma noi che veniamo da Conflenti abbiamo sempre una certa dose di forza nascosta che esce fuori nel momento del bisogno oltre al fatto che la fede nella nostra Madonna della Quercia (anche quella esce fuori quando meno te lo aspetti) ci dà la forza di superare molte avversità.

Ginfranco Ok

Dove hai trovato la forza per non arrenderti?

Stringevo le spalle e pensavo ai miei genitori e a mio fratello perché, dovevo farlo anche per loro. Non potevo deluderli! Mio padre m’incitò più volte a tornare a casa ma, io non mi arresi. Li chiamavo quasi tutte le sere da una cabina telefonica chiedendo loro le novità del paese. Raccontavo solo qualcosa della mia giornata lavorativa perché, a tua madre, lontana 1.000 km, non è giusto dire che sei stanco. Lei lo sa già dal tono con cui le dici “ciao mamma”; ad una mamma non si può nascondere nulla perché hanno il potere di capirti al volo!!! Il periodo di prova passò e dopo 2 settimane mi assunsero. Passarono mesi, anni e decine di trasferimenti in tutta Italia da Sondrio a Palermo ma la testa mi ha quasi sempre portato a pensare ad un futuro nel mio paesello.

Sono passati 20 anni da quando sei andato via. Cosa ti lega a Conflenti?

Ognuno di noi ha delle radici che ci legano indissolubilmente al luogo dove siamo cresciuti. I ricordi dell’infanzia spensierata mi fanno pensare a Conflenti con un velo di nostalgia e malinconia. Ogni tanto mi fermo a pensare a quando da bimbetto giocavo a pallone a Santa Maria, alle corse spensierate nei corridoi delle scuole elementari, alle ricreazioni nel cortile delle vecchie scuole medie ormai distrutte, a mia nonna che mi ha cresciuto amorevolmente come un figlio, agli amici di Conflenti e a quelli di Decollatura che ho frequentato per diversi anni.

Hai mai pensato di rientrare?

Gli occhi iniziano a diventare lucidi e torno al presente. Sono legato a Conflenti dal passato e spero anche dal futuro. Sogno spesso di potervi tornare anche se adoro il paese dove vivo attualmente.

Gianfranco E Lucia
Gianfranco e Lucia

Quattro anni fa, ero ad un passo dal rientrare. Iniziai a cercare una casetta fino a quando, sul piatto del destino, arrivò un’amara realtà che mi costrinse a rimandare il pensiero.  Se potessi accarezzare il futuro con una bacchetta magica sognerei casa a Conflenti Superiore nei pressi du Chianiattu, luogo per me incantato.

Descrivici le emozioni, i sentimenti che provi ogni volta che ritorni a Conflenti.

Ogni volta che torno a Conflenti è diversa dalla precedente. Non nego, che per un periodo mi sono sentito a disagio al punto di non voler quasi uscire da casa dei miei genitori. Uscire e sentirmi spaesato nel vedere persone quasi sconosciute (la maggioranza dei ragazzi d’oggi che popolano le serate al bar non erano neanche nati ai miei tempi) e non trovare i vecchi amici tutti emigrati come me, mi faceva sentire fuori luogo. Per fortuna alcune figure del paese sono sempre presenti ed in pochi istanti ti fanno credere che non te ne sia mai andato.

Come hai trascorso le vacanze appena passate?

Quest’anno è stato tutto diverso. Mi sono concesso 10 giorni consecutivi tutti a Conflenti e l’ho vissuto intensamente vivendolo con gli occhi del turista incuriosito. Ne avevo bisogno e sono arrivato con la convinzione di volerlo fare. La mia passione nel giocare scattando foto notturne me lo ha fatto girare in lungo ed in largo alla ricerca dello scatto più bello e ho scoperto luoghi e vie ormai dimenticati e, probabilmente, forse mai visti. Ho ritrovato diversi amici, ho riassaporato i sapori della buona e genuina cucina casalinga ed ho respirato un’area piacevole in un’atmosfera cortese. Per me che lo vivo da turista, dico che Conflenti ha qualcosa di diverso da tutto il resto del mondo… il tempo stesso sembra scorrere in modo diverso, tutto sembra essere tranquillo ed i pensieri sembrano scivolar via dalle mie spalle.

C’è qualche episodio che vorresti raccontarci?

L’esperienza in assoluto più piacevole è stata incontrare un coetaneo che ha detto d’aver letto un libro riguardante il cammino di Santiago e sentirlo parlare in modo mistico di Conflenti paragonandolo e confrontandolo con alcune cose lette nel libro, per me è stato un momento straordinario. Punto di riferimento immancabile nelle mie vacanze Conflentesi è l’amico fraterno Giovannino che, come un faro che guida una nave nella notte, resta per me di fondamentale importanza. Gli amici, chi più e chi meno, riempiono il nostro cuore ed anche se non li vedi per tantissimo tempo, quando li rincontri sembra che vi siate visti il giorno prima.   

Come è stato il tuo rientro a Berceto?

Un trauma! Anche se non vedevo l’ora di tornare dal mio cane che, appena mi ha visto, alle 2 di notte, ne ha fatte di tutti i colori; sembrava essere impazzito.

Gianfranco E Mose
Gianfranco e il suo cane Mosè

I primi giorni sono stati emotivamente devastanti, il pensiero di essermi allontanato nuovamente dai miei genitori e da mio fratello mi ha turbato abbastanza ma, la realtà, mi ha rimesso in riga. Sono assolutamente convinto che tornerò appena possibile e continuerò a sognare il mio ritorno definitivo a Conflenti; dopotutto, sognare è gratis ed aiuta lo spirito!!! Nel frattempo, ogni tanto, continuerò a pubblicare qualcuna delle oltre 200 foto fatte in notturna 😉

In ultimo, cosa consigli di fare ai giovani che pensano di andare via da Conflenti?

Fate la vostra vita e prendete le vostre decisioni senza sentirvi legati e/o costretti a restare. Valutate quelle che sono le opportunità lavorative nelle zone tra Lamezia Terme e Cosenza e, se non trovate nulla di serio e concreto, iniziate a cercare lavoro pensando di dovervi trasferire fuori Conflenti. Reputo importante dire che la vita di chi parte per lavorare fuori casa non è affatto “rose e fiori” e i sacrifici sono una costante quotidiana. Nessuno ti da nulla in cambio di nulla e questo vuol dire che anche “al Nord” gli spostamenti casa-lavoro e gli orari di lavoro sono impegnativi (io parto da casa alle 6:00 e rientro in media alle 19:00 percorrendo 82 Km al giorno proprio come chi da Conflenti va a Lamezia Terme o Cosenza). 

Emigrare, significa avere una sicurezza economica e contributiva ma, ovunque voi andiate, non sarete mai del tutto a casa vostra.

Gianfranco Villella: “sono legato a Conflenti e sogno spesso di tornare” ultima modifica: 2020-10-09T11:21:35+02:00 da Redazione
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