I CONFLENTESI RACCONTANO CONFLENTI

itConflenti

CONFLENTI FESTA MEMORIA

Conflenti raccontata in un vecchio volume datato 1862

Vecchio Libro

Sin da bambina ho sempre avuto un rapporto privilegiato coi libri. Tempo fa ho notato, quasi sepolti in mezzo agli altri, un centinaio di volumi che si differenziavano dagli altri testi. Erano apparentemente molto datati e appartenenti alla stessa collezione privata: quella del mio caro zio Umberto Stranges. Ereditati da mio nonno e poi da mia madre che li custodisce ancora oggi in una bellissima libreria. Gli scaffali della memoria, così mi piace chiamarli, dove il mio sguardo si perde tutte le volte che decido di aprirla.

Mi imbatto in un volume dalle pagine rotte. Il titolo è uno di quelli che profumano di pagine ingiallite e polvere, di magie e di storie che aspettano di essere scovate: “La storia di Conflenti datata 1862”. Ho un tesoro tra le mani! E sbalordita ed eccitata inizio a leggere . Pagina dopo pagina, riga dopo riga capisco di aver trovato degli scritti interessanti, di gran valore storico e culturale. Un senso di meraviglia e di rivelazione mi fanno capire che da quel momento saprò nuove cose sul mio paese Li Conflenti.

Un viaggio nel passato attraverso la lettura

Il viaggio meraviglioso di questa lettura mi porta da subito nel passato del 1862. Conflenti terra fortunatissima e avventurosa, così come viene descritta, si apre ai miei occhi come una graziosa collina dal fertile terreno che dona fichi, ciliegie, mele, pere ,castagne, ghiande e noci. L’erba odorosa che Reventino regala rende saporosa la carne degli armenti pascolati. Il miele e la cera erano i generi che un tempo aprivano il commercio del paese  insieme al panno nero detto arbasciu . L’arbascio o abraso era un panno grossolano ottenuto dalla lana più rustica, quasi impermeabile all’acqua, ideale per i vestiti di pastori e contadini. Con questo tessuto si confezionavano vestiti per tutte le stagioni, cappotti, mantelli, copertee così via. La lavorazione delle lana a ru tilaru era un’attività che teneva impegnate quasi tutte le donne Conflentesi

Descrizione del paese

Continuo la mia lettura e, sempre più affascinata, mi imbatto nel capitolo dove viene descritto il paesaggio conflentese

Visora. Com'era un tempo.
Visora immersa nel verde – Credit: Angela Stranges

Il tratto di strada che scende verso occidente senza alcuna abitazione (via Marconi) distingueva due paesi e due popolazioni. Gli abitanti che si trovano in cima fanno parte di Conflenti Soprano quelli che scendono a Visora fanno parte di Conflenti Sottani. U Piru era un lungo e disteso piano che procedeva dritto fino a Visora (via GARIBALDI). Ciò che rende Conflenti tra le terre più famose è il celebre Santuario della Gran Signora delle Grazie in contrada Visora un piano assai oscuro caratterizzato da alberi selvatici e terreni incolti. A mezzo miglio cresceva l’inospitale selva di Caprili coperta di grossi alberi di castagno.

Al di sopra della chiesa, la natura, aveva creato una graziosa fonte: Le Destre le cui acque fresche e leggere ristoravano forestieri e viandanti. Qui due vie pubbliche  formavano la figura di una croce da cui presero il nome le croci di Visora. Nell’ampia spaziosa strada detta Dardano si potevano ammirare alcuni dei 300 casali che circondavano la provincia di Cosenza.

Conflenti e il sistema viario

Il sistema viario è composto da innumerevoli vicoli che partono trasversalmente dalle  via principale e si stendono come tentacoli verso i fianchi , formando un piccolo labirinto di larghi, piazzette, scalette e tutto sembra intrecciarsi. Questi vicoli tortuosi e di ampiezza limitatissima, spesso non superano neanche il metro e sono caratterizzati da una forte pendenza che ne permette il rapido defluire delle acque piovane.

San Francesco a Conflenti

E un sottile raggio di sole si poggia sulla carta e fa si che si vedano i pulviscoli fluttuare leggeri mentre i miei occhi continuano a leggere…

Anche San Francesco arrivò a Conflenti: “Rapito dalla Quercia miracolosa a Visora vi si fermò e incoraggiò il popolo devoto a costruire tre croci in quel posto la dove i pellegrini potessero fermarsi a prendere agio e riposo. Da uomo profeta qual’era, predisse che, un giorno, un grande tempio sarebbe nato in quel luogo.

Chiesa Sant'andrea. facciata
La facciata della chiesa di Sant’Andrea

Suggerì di utilizzare la chiesa di Sant’Andrea come  chiesa dedicata alla Santa Vergine anche se rovinosa e cadente. Già allora parrocchia, era costruita in un luogo ristretto e scomodo quindi, moltiplicandosi i fedeli, non avrebbe potuto contenere una grande folla.

Quadro Divino

Ogni anno, nel sabato che precedeva la Domenica delle Palme, si celebrava una festa dedicata al Quadro divino. Una festa solenne che si è persa negli anni. Fortemente sentita dalle donne del paese le quali, nel mese di agosto, impegnate ad accogliere i forestieri nelle loro case, non riuscivano a partecipare alle varie funzioni religiose in onore della Madonna.

Diffondendosi la notizia nei paesi vicini, né gelo e né fiumi impetuosi riuscivano a fermare i viandanti che accorrevano numerosi per rendere voto davanti al Quadro Divino

Antica Foto del Quadro
Foto di Umberto Stranges.

E sono alla fine di questa meravigliosa lettura dove scopro un Conflenti diverso da quello che conosco e un antico popolo di elevato ingegno e cortese con i forestieri.

Conflenti raccontata in un vecchio volume datato 1862 ultima modifica: 2020-10-06T11:31:35+02:00 da Lucy Stranges
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