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C’era una volta…il Premio della Riconciliazione

Riconciliazione. Il monumento

“C’era una volta e forse c’è ancora…”, no non c’è più! Il Premio nazionale della Riconciliazione, a singole persone, enti o associazioni impegnate nell’affermazione dei valori della solidarietà, non esiste più.

Per sottolineare il dono del perdono

Ideato nel 1985 da Don Adamo Castagnaro, parroco di Conflenti, ebbe lo scopo di portare una ventata di positività, sottolineando il dono del perdono, in un’Italia che viveva nel terrore. Erano anni in cui ogni mattina si aspettava di sentire al giornale radio quale uomo della magistratura, forza dell’ordine, politico era stato gambizzato o ucciso. Per l’occasione fu creata un’associazione, “Amici della Riconciliazione”, oltre che per preparare gli eventi che ruotavano attorno al premio, anche per promuovere altre piccole iniziative. La stessa associazione, infatti, si occupò dell’arrivo e della sistemazione all’interno delle famiglie conflentesi dei ragazzi di Chernobyl, giunti nel nostro territorio dopo il disastro nucleare del 1986.

Piazza Visora Con Monumento

La prima edizione nel 1985

Per la prima edizione si decise di attribuire il premio alla figlia di Aldo Moro, per la grande forza d’animo e religiosità che le hanno permesso di concedere il perdono agli assassini di suo padre. Il 22 dicembre 1985 Maria Fida Moro arriva a Conflenti e, davanti a una folla numerosa, ritira il premio. In quella occasione confessa di aver avuto, la sera prima, un secondo incontro con i due ex brigatisti Adriana Faranda e Valerio Morucci, nel carcere di Rebibbia. Il primo abbraccio tra la figlia di Moro e Morucci e Faranda avvenne il 18 ottobre del 1984. Maria Fida, in quella occasione, li descrisse come “due persone che hanno sbagliato e che provano dolore”. Il giorno dopo la consegna del Premio le maggiori testate giornalistiche parlavano di questa incomparabile manifestazione. Conflenti era riuscito a smuovere l’Italia: è giusto o non è giusto perdonare?

Riconciliazione: Maria Fida Moro a Conflenti

Don Adamo Castagnaro insieme a Maria Fida Moro

Le altre edizioni del Premio della Riconciliazione

Seguirono altre sei edizioni del Premio nazionale della Riconciliazione.
Il 3 gennaio 1987 fu consegnato alla famiglia Bachelet.  Perché il 14 febbraio 1980 nella Chiesa di San Roberto Bellarmino, Giovanni Bachelet sale al microfono e dice: “Vogliamo pregare anche per quelli che hanno ucciso mio papà.”
Il 27 dicembre 1987, al generale dei carabinieri Niccolò Mirenna. Perché al vertice del Comando Nazionale Antidroga si è sempre interessato del problema. Si è distinto non solo per la repressione del fenomeno, ma anche per la prevenzione. Ha dato così un esempio significativo di riconciliazione con la vita.

Le edizioni degli anni ’90

Per l’edizione del 14 gennaio 1990 ricevono il premio la Città di Assisi e la Comunità Francescana della Basilica di S. Francesco. Premiate per essersi distinte nel lanciare un messaggio di riconciliazione e di fratellanza tra gli uomini e per interpretare la pace in terra.
Il 6 gennaio 1993 ricevette il premio della riconciliazione la Comunità di S. Egidio di Roma. Per la mediazione avuta nella firma dell’accordo di pace tra il governo del Monzabico e la guerriglia armata, contribuendo a porre fine a una guerra interna durata 15 anni.
La sesta edizione è datata al 25 febbraio 1995. Il premio andò al Prof. Antonino Zichichi, per aver considerato scienza e fede doni di Dio.
Nell’ultima edizione, 19 dicembre 1998, Conflenti ospitò e premiò Lech Walesa. Per avere avuto un ruolo determinante nella transizione della democrazia in Polonia e per la carica di Uomo-Ambasciatore di Riconciliazione di cui è insignito.

Riconciliazione: premio a Walesa

Lech Walesa a Conflenti, 19 dicembre 1998

Il Monumento della Riconciliazione

Il premio consegnato nelle sette edizioni era una artistica riproduzione, di Gerardo Sacco, del “Monumento della Riconciliazione” che sorgeva davanti il Santuario, oggi Basilica. Il Monumento era di ferro ed era composto da due aste. All’apice tre cerchi che simboleggiavano la riconciliazione con Dio, con gli uomini e con la natura. Alla base una sorta di braciere pieno di pietre dalle quali spuntava lo stelo di una piantina verde, vale a dire la speranza del perdono che si voleva divulgare.

Riconciliazione: il Monumento

Il Monumento della Riconciliazione

Quel che resta…

Oggi la manifestazione è cessata di esistere sia per mancanza di aiuto nell’organizzazione, sia per questioni economiche. Il Premio, infatti, non è mai stato appoggiato da alcun finanziamento pubblico nè privato e le spese da sostenere non erano poche. Del monumento nessuna traccia. Spostato con la scusante di alcuni lavori, non è mai ritornato al suo posto e pare riposi abbandonato in un burrone. Così come “addormentata” risulta essere l’associazione “Amici della Riconciliazione”. Chissà un giorno potrebbe risvegliarsi. Chissà un giorno la manifestazione tutta potrebbe rinascere. Chissà…

C’era una volta…il Premio della Riconciliazione ultima modifica: 2019-06-03T09:30:06+02:00 da Mariateresa Marotta
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