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Ahi, Conflenti: rimonta beffa, da 0-2 a 3-2! Maledizione o…?

Conflenti sugli spalti

Non è un periodo facile per l’ASD Conflenti. Chiariamoci, in due step. Numero uno, anche lo scorso anno ci volle del tempo, affinché la situazione prendesse una piega positiva: il primo punto arrivò a Dicembre, la vittoria più in avanti. E, numero due, ovviamente, l’obiettivo stagionale non era certo la testa della classifica. Però ci troviamo qui, dopo la terza sconfitta in sei match, con i restanti tre che sono pareggi, a dover fare un bilancio, oltre che una cronaca. Perché non stiamo parlando di umiliazioni nette, ko che ti fanno dire “boh, che vuoi farci…tanto siamo l’ultima ruota del carro”. Esclusa la stesa con la Nuova Indomita, infatti, le altre situazioni ci hanno restituito l’immagine di una squadra che può, ma non riesce. E allora, commento dei 90’ e poi analisi.

Com’è andata

Bene, molto bene. Almeno per buona parte della frazione inaugurale. Quando, cioè, le volpi si sono ritrovate in una condizione inedita di questo campionato, il doppio vantaggio. In trasferta, per giunta. Apre le danze Vescio che, dal vertice esterno dell’area di rigore, gira di destro la sfera e l’insacca all’incrocio opposto. Gol di pregevolissima fattura, cui segue il raddoppio, dell’immancabile Rubino. Il cross è di Marotta, lo stop di petto – e conseguente sinistro – sono tutti del 19, che non lascia scampo al portiere. Traspariva anche una certa tranquillità difensiva. I rischi erano praticamente nulli. Qualche minuto dopo lo 0-2, tuttavia, s’incrina qualcosa e, da un calcio di punizione da circa 25 metri, i padroni di casa accorciano le distanze. Le volpi vanno in bambola, non fanno più filtro a centrocampo, mentre gli altri ci credono e macinano occasioni, seppur non clamorose. E così si chiudono i 45’.

Partita fronti conflenti

Al rientro in campo, il Fronti riagguanta la partita, grazie a un’azione in contropiede che vede il nostro numero uno fuori dai pali venire punito da un pallonetto baciante il legno ed entrante in porta, nonostante il tentativo di recupero. I ragazzi si danno uno scossone. Possono mettere la testa avanti in diversi momenti. Con Rende, che trova i guantoni del portiere e, sulla ribattuta, la deviazione del difensore. Poi con Vescio, il cui tiro si infrange tra le mani del goalkeeper casalingo. E alla fine arriva…la beffa. Perché su contropiede il Fronti segna ancora, rimonta insperatamente e porta in saccoccia 3 punti importantissimi, per come si era messa.

Cosa c’è che non va nel Conflenti?

Partiamo da oggi. Purtroppo – e non è un alibi – gli assenti erano veramente tanti. La formazione, molto rimaneggiata, si è vista privata del capitano, Stranges, oltre che di Mastroianni Domenico, Silvagni, Villella e Cerqua, entrambi in panca. Quindi anche questo è stato un fattore. Ma, fattore quanto si vuole, l’incontro lo si stava vincendo. E allora cos’è mancato? Nulla, probabilmente solo l’abitudine. L’abitudine mentale a tenere un certo tipo di circostanze, a farle proprie, a gestirle. Si è detto in cronaca: era l’unica volta in cui si riusciva a maturare una situazione di vantaggio così ghiotta, costellata dal fatto che era sopraggiunta con relativa facilità.

Fronti vs conflenti in campo

La rete su punizione, pochissimo dopo il gol di Rubino, ha sicuramente irrigidito i nervi di una squadra che fino a quel momento era in totale controllo. E il non riuscire più a raggiungere quel controllo ha fatto il resto. Non a caso, si è ripreso a rullare a inizio secondo tempo – dopo la pausa – e in seguito al 2-2, quando cioè generalmente si ha uno “svuotamento” inconscio e si cerca a tutti i costi la reazione.

Un progetto freschissimo

E questa riflessione è applicabile a quasi tutte le precedenti prestazioni, perché il blackout psichico è lì, sempre. Col Mac3 si presenta all’inizio, quando questi riescono pronti-via a buttarne giù due. Poi è il Conflenti a tessere le redini, facendo il suo gioco e agganciando il pari. Con Gizzeria è successo addirittura due volte: segnano loro e  i gialloblu d’orgoglio se la riprendono…moltiplicato per due. E che dire di Cleto…insomma, avete capito il concetto. Tracollo, reazione, consapevolezza. Uno schema fisso. È naturale, poi, che ci siano dei limiti. Ma questo dovrebbe essere chiaro a chi legge un racconto non di Champions, ma di Terza Categoria. Nonostante ciò, è innegabile che ci siano anche dei margini. L’ASD Conflenti è un progetto freschissimo. Serve esperienza, serve tattica, ma arriveranno. E quando lo faranno, non mancheremo di goderci attimi simil-vittoria da capogiro contro la prima in classifica di 365 giorni fa.

Ahi, Conflenti: rimonta beffa, da 0-2 a 3-2! Maledizione o…? ultima modifica: 2020-01-09T09:33:13+01:00 da Giovanni D. Putaro
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