CULTURA

Il dialetto “cujjientaru”, il dialetto di Conflenti

Conflenti Superiore é un borgo piccolo che si trova immerso nella natura.

Secondo il Dizionario online di la Repubblica, il dialetto è un “sistema linguistico limitato a una determinata area geografica, che differisce dalla lingua nazionale”. Questa definizione ci permette capire che è un modo di parlare unico: non aperto a tutti, proprio di un posto geografico specifico e diverso dalla lingua ufficiale del territorio. Ma il dialetto non è solo un modo di parlare, rappresenta anche l’identità delle persone che lo parlano. Rappresenta il loro modo di vita, la loro cultura e si collega direttamente al loro modo di pensare.

Il dialetto è l’anima di Conflenti

A Conflenti, si parla il dialetto cujjientaru. È antichissimo, chiuso, si parla veloce e si sente ovunque. Una lingua che può risultare un po’ difficile di capire sia per stranieri che per gli stessi italiani provenienti di altri regioni. Il dialetto, possiamo dire, è come l’anima di Conflenti. Vola per l’aria del paese e costringe i visitatori a fare attenzione per poterlo capire. Basta camminare per le strade per sentire come la tipica maniera di parlare dei Conflentesi è diversa della lingua italiana.

Libro La Lingua di Vittorio Butera (2006) di Antonio Coltellaro. 

Nel suo libro titolato “La Lingua di Vittorio Butera” (2006), Antonio Coltellaro fa un profondo analisi del dialetto del famoso poeta d’origine conflentese. PhotoCredit: Amira Celeste Giudice

Secondo Antonio Coltellaro, laureato in Lingue e Letterature straniere, “i dialetti delle regioni italiane hanno un sistema linguistico compiuto ed è legittimo considerarli vere e proprie lingue” (1). Tutti i dialetti d’Italia hanno in comune la stessa matrice latina, ma hanno sperimentato una evoluzione propria attraverso il tempo.  Bisogna anche capire che, una lingua o dialetto si relaziona direttamente alla storia del sito dove si parla.

Conflenti è un paese che è diviso in due parti: Conflenti Superiore e Conflenti Inferiore. Attualmente, l’amministrazione del paese è una sola per i due piccoli borghi. Fino alla metà dell’Ottocento questi borghi avevano una vita assolutamente separata. Avevano due amministrazione distinte, economie e attività proprie. A questi fattori, Coltellaro ne aggiunge un’altro: le origini. Secondo diversi documenti storici, si crede che i due borghi possano probabilmente avere avuto origini diverse. Queste differenze tra i borghi si riflettevano pure sul loro dialetto. Praticamente non c’era comunicazione tra i due borghi e i rapporti tra gli abitanti erano limitati.

L’importanza dello studio del dialetto

Coltellaro descrive il dialetto di Conflenti come una isola linguistica. Utilizza queste parole per spiegare come si è preservato il dialetto nel paese: “Conflenti, posto in mezzo ai boschi, lontano dai grandi centri, forse poco toccato dalle invasione barbariche, è rimasto per lungo tempo isolato; la sua lingua, quindi almeno sino al XX secolo, non ha avuto grandi mutamenti e per questo costituisce una specie di isola linguistica” (2). Questa lontananza ai centri e questa “chiusura” del paese data la sua posizione geografica ha contribuito a conservare il dialetto.

Le poesie di Butera nel paese.

Per le strade del paese, ci sono diverse poesie in dialetto a cura di Vittorio Butera. PhotoCredit: Amira Celeste Giudice

Attualmente, a Conflenti la maggior parte degli abitanti parla il dialetto. Forse sono gli anziani quelli più esperti nella materia. Sicuramente ci devono essere diverse variazioni rispetto al dialetto che parlava il famoso Vittorio Butera. L’importante è che nel paese gli amici continuano ancora a salutarsi utilizzando il famoso “cum’é?” (in italiano, come stai?). Per i Conflentesi, parlare la propria lingua sarà una maniera in più per sentirsi a casa.

 

(1) La Lingua di Vittorio Butera (2006), Antonio Coltellaro. Calabria Letteraria Editrice. Pagina 21.

(2)La Lingua di Vittorio Butera (2006), Antonio Coltellaro. Calabria Letteraria Editrice. Pagina 22.

In copertina: Il borgo di Conflenti Superiore. PhotoCredit: Amira Celeste Giudice.

Amira Celeste Giudice

Autore: Amira Celeste Giudice

Sono di origine italiana, nata in Argentina e abito a Buenos Aires. Traduttrice Giurata inglese spagnolo e Professoressa di lingua inglese per vocazione. Sono molto curiosa e appassionata: amo la cultura, le lingue, la fotografia e la natura. Mi affascinano i libri, posso passare un giorno intero a leggere. Mi godo le piccole cose di ogni giorno come ascoltare il suono della pioggia, guardare le stelle o sentire il profumo di una rosa. Sono appassionata di giardinaggio e, nel tempo libero, mi piace curare il mio giardino. Adoro viaggiare e scoprire luoghi nuovi. Il mio posto preferito nel mondo è Conflenti, la terra di mio nonno. Credo nella bellezza dei miei sogni.

Il dialetto “cujjientaru”, il dialetto di Conflenti ultima modifica: 2018-04-16T10:55:40+00:00 da Amira Celeste Giudice

Commenti

To Top