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U Murziddru la colazione dei contadini

Patate e pipe

Quannu veramente a terra a ri Cujjianti se zappava a crocca e a zappune. Quando squadre di zappatori, potatori, mietitori e boscaioli, rendevano questa terra fertile e produttiva, quando la fatica era davvero dura ed il sole o il freddo screpolavano le mani e indurivano i volti. C’era la necessità, ad una certa ora, di rifocillare e rinforzare chi sudava. Quindi la massaia di casa verso le nove del mattino serviva U MURZIDDRU:

U Murziddru

Ecco cosa comprendeva u murziddru.
Patate ccu pipi
, supprissata, capiccuadru, vujjularu, casu e casa, frittata ccu sazizza, suzzu, alive niure e ammaccate, giardiniara, vrasciole e risu, pane e casa e vinu bbuanu.

La ricetta

Mettere in una grande padella olio di semi, sbucciare le patate e affettarle a spicchi di dimensioni non troppo sottili, pulire e affettare i pipi. Mettere tutto in padella con olio caldo, salare q.b., lasciare cuocere. A fine cottura metterle in un piatto da portata e servire. O se dici di portarle ai lavoratori metterle in un insalatiera coperta affinché restino calde.
Nella nostra versione, le patate ccu pipi sono state arricchite con salsiccia fritta.


Finito di ammorzare si riprendeva il lavoro e verso mezzogiorno e mezza tornava la massaia ccu ru “cuviarchiu” supra a capu, stendeva la tovaglia e du cuviarchiu stavolta usciva: “pasta e surache (o ciciari,  o fhave, o pisiddri), baccalà frijjiutu ccu alive niure, uassi e logna, milanciane chine, nzalata e pimaduari ccu cipuddra russa, casu, pane e casa e vinu bbuanu

Tornati a lavorare finché si poteva, anche fino al tramonto a volte, portata “anta diritta” il padrone serviva l’ultimo giro di vino e ognuno col suo attrezzo sulle spalle faceva ritorno alla sua dimora, dove spesso c’era altro lavoro da fare prima di consumare la cena e andare finalmente a riposare.

 

U Murziddru la colazione dei contadini ultima modifica: 2018-10-18T09:00:38+02:00 da Giancarlo Villella

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