SCUOLA

La scuola “cujjintara” tra presente e passato

Scuola Baratta

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Ai tempi dei nostri nonni solo ai bambini più fortunati era concesso di dedicarsi solamente alla scuola e allo studio. La maggior parte di loro lavorava per cercare di aiutare la propria famiglia.

Vita di scuola

A scuola i “cujjintari” si recavano a piedi. I bambini erano accompagnati dai propri genitori soltanto il primo giorno di scuola. Gli alunni entravano in fila silenziosamente, sedendosi nei rispettivi banchi; ognuno di loro indossava un grembiule nero, con un grande fiocco. Quest’abbigliamento evitava ogni tipo di confronto tra i bimbi. Le aule erano ordinate e sobrie, arredate con l’essenziale: ai muri solo un crocefisso, le lettere dell’alfabeto, le carte geografiche e una lavagna nera con la cornice di legno e i piedistalli. La cattedra era rialzata grazie ad una predella; i banchi erano di legno a due posti con il piano di lavoro inclinato e la sedia fissa. Ogni bambino possedeva una cartella di cartone o di cuoio contenente libri e quaderni.

La Classe Con Il Maestro Ferlaino

gli alunni di Conflenti con il proprio maestro

In classe la situazione era molto diversa rispetto a oggi. Vi era un unico maestro che aveva il ruolo di insegnare tutte le materie: italiano, matematica, storia, geografia, educazione civica e fisica, grammatica e geometria. Tutte le materie che s’insegnano oggi a scuola, come l’arte del disegno, o la musica non esistevano. Una vera e propria istituzione per molti “cujjintari” è stato il maestro Francesco Ferlaino, considerato da tanti suoi alunni un maestro di vita. All’antica, autoritario, utilizzava metodi oggi non più usati; come le famose bacchettate sulle dita nei confronti di studenti più irrequieti.

5 A Con Il Maestro Ferlaino

la mitica 5A elementare con il maestro Ferlaino 1978

L’insegnante in aula entrava per ultimo, ed era ricevuto educatamente da un corale “Buon giorno Signor Maestro“.  Alla presenza del maestro dalle 8:30 in poi non doveva volare una mosca, si poteva parlare solo se interrogati. La ricreazione, che di norma iniziava alle 10:00 e terminava alle 10:15, si faceva sempre in classe, non socializzando con le altre sezioni. Ai bambini mancini s’imponeva di scrivere con la mano destra. La valutazione degli alunni era in decimi, come oggi, ma il metodo di valutazione era più severo. L’obbligo scolastico era fissato fino alla quinta  elementare o alla terza media, quindi i ragazzi iniziavano a lavorare molto prima rispetto a oggi.

 

La Classe Di Conflenti

 

La scuola “cujjintara” tra presente e passato ultima modifica: 2018-06-26T10:49:44+00:00 da Veronica Carullo

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