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A trippa, il sapore deciso che segna l’estate conflentese

Piatto di Trippa al pomodoro

Sembrerebbe un piatto caldo e invernale. Ma in realtà il periodo migliore per mangiare la trippa è proprio quello estivo, soprattutto le sere d’agosto. Un sapore forte e deciso, reso ancor più stuzzicante dal peperoncino, e una consistenza molto particolare. Ciò fa sì che c’è chi l’adora e chi, invece, ha qualche riluttanza ad assaggiarla. Ad ogni modo, la trippa resta uno dei piatti tipici della cucina calabrese e italiana. La si trova, con diverse varianti, in ogni regione e città della nostra terra. Vediamo come si prepara.

Una lavorazione lenta

Oggi al supermercato la troviamo lavata, pulita e precotta, pronta per essere condita e mangiata. Ma un tempo non era così e prima di mettersi ai fornelli occorreva compiere un lungo e attento processo di pulitura. Questo piatto, infatti, ha origini antichissime e nasce dal concetto che degli animali che le famiglie allevavano e macellavano non si buttava via nulla. Così, anche le varie parti dello stomaco dei bovini diventano ingrediente pregiato per uno dei piatti più saporiti della cucina italiana.

Trippa Pulita e tagliata a pezzetti

Le nostre nonne, allora, prendevano la trippa sporca e la lavavano una prima volta per bene sotto l’acqua corrente, sfregando e stricannu per rimuovere quante più impurità possibili. E poi la lasciavano tutta una notte in una ciotola con sale e limone. All’indomani andava lavata nuovamente e, con un coltello ben affilato, veniva prima grattata e poi tagliata in pezzi grossolani. Dunque, si bolliva con abbondante acqua salata. Più o meno a metà cottura si scolava e lavava nuovamente. Dopodiché la trippa andava tagliata a pezzettini e striscioline sottili. Una volta pulita e depurata, la trippa era pronta per essere cucinata.

La ricetta della trippa conflentese

Per preparare un buon piatto di trippa occorrono: una cipolla, qualche spicchio d’aglio, olio extra vergine d’oliva, erbe aromatiche, salsa di pomodoro o pomodori pelati, un po’ di sale e, obbligatoriamente e inevitabilmente, il peperoncino rosso in polvere o fresco, o entrambi. Innanzitutto si prepara il soffritto con dell’olio evo, la cipolla e l’aglio tritati  finemente. Poi qualche foglia d’alloro e qualche rametto d’origano, i quali possono anche essere legati a mazzetto per evitare che si disperdano. Ed è giunto il momento di buttare in padella la nostra trippa tagliata a pezzetti. La lasciamo rosolare per bene e poi aggiungiamo il pomodoro e il peperoncino. Copriamo con un coperchio e cuociamo fino a ultimare la cottura mescolando di tanto in tanto e aggiungendo, se necessario, acqua bollente. La nostra trippa è pronta per essere gustata con crostini di pane oppure per farcire un pezzo di guasteddra, come tradizione conflentese vuole.

Panino Con Trippa
Credit: itCatanzaro.it

Le varianti e lo spezzatino

Esistono anche delle varianti. C’è chi sfuma la trippa con del vino bianco prima di aggiungere il pomodoro, per esempio, e chi aggiunge delle patate tagliate a pezzetti. C’è chi mette anche peperoni e olive verdi, chi abbonda col peperoncino e chi, invece, si trattiene un po’. Ma per chi ama i sapori decisi, questo è un piatto assolutamente da provare. Per i turisti è d’obbligo una cena in uno dei ristornati conflentesi prima di partire. E chi non l’ha mai mangiata alla festa dell’emigrato? È sempre stata la portata principale della serata.
E poi c’è lo spezzatino. Che si prepara in modo simile ma, oltre alla trippa, si aggiungono pezzetti di altri organi del vitello, quali cuore, fegato, polmone e dijuneddre. Lo spezzatino, poi, si può fare anche con carni ovine. Un piatto proprio per stomaci forti!

A trippa, il sapore deciso che segna l’estate conflentese ultima modifica: 2020-08-17T11:30:45+02:00 da Redazione

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