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Ode alla vendemmia

Il Vigneto A Settembre

Gli ultimi ritagli di sole gonfiano l’uva e tingono gli acini di rosso; è tempo di vendemmia. La natura dipinge le vigne di mille colori dal giallo al viola e ogni tralcio trasuda dell’ultima linfa. L‘autunno mostra il suo lato dolce tra i filari intrecciati, che segnano la fatica contadina.
La vita del paese si anima di buon mattino. E’ tempo di condivisione, di aggregazione, di sudore, di canti e brindisi al raccolto.

Il vignaiolo attinge al pergolato tremante sorseggiando il liquoroso profumo del raccolto, respirando la dolce aria frizzantina. All’alba asini stanchi trasportano l’uva ai palmenti. Succosi frutti dorati e neri nascosti tra i pampini pendono tra i lunghi filari intrisi di sudore e zucchero per finire nelle ceste stracolme. Mani esperte di donne accovacciate staccano dolcemente i grappoli alla “madre”. L’uva succulenta scorre lungo i colli trasportata sulle spalle.

Stremati dall’abbondanza viti ormai stanchi si lasciano andare al lungo riposo invernale. Bimbi felici a piedi nudi sguazzano nel succo di Bacco. Zampilli sanguigni ribollono dai tini schiumosi mentre sgorga il mosto che stordisce e solo chi è avvezzo all’ebbrezza resiste. Moscerini sciamanti albergano sull’uscio di ogni cantina. Ogni vicolo odora d’uva. Il miele stillato riempirà le coppe a San Martino. E il vino canterino ristora gli uomini e scende morbido per le gole arse donando l’illusorio rimedio ad ogni affanno.

Ode alla vendemmia ultima modifica: 2021-09-17T09:00:00+02:00 da Lucy Stranges

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