PASSEGGIANDO

I tramonti conflentesi “cujjintari”

tramonto conflentese

Un tramonto, un desidero, una speranza e frammenti di linguaggio imbevuti di anima e silenzio nascono dall’avvicinamento del cielo e la terra. Capire un tramonto non è facile. Ha i suoi tempi, i suoi colori.  E poiché non esiste un tramonto che sia identico ad un altro, bisogna saper riconoscere i particolari e isolarne l’essenza fino a poter dire, questo è il tramonto, con tutta la sua lentezza. L’essenza che pensi di avere il tempo di fotografare, e invece è già passata.

Sognare non costa nulla

È quasi impossibile guardare un tramonto conflentese e non sognare. Si può definire come il momento della giornata in cui sembra che il cielo sia stato dipinto da un artista. Tutti possono ritrovare in quell’istante riferimenti e ricordi personali. Quando si osserva da qualsiasi parte del paese il calare del sole, non ci si deve domandare a che velocità gira la terra ma, bisogna semplicemente amare quel momento e tutto ciò che la natura di Conflenti riesce a donarci. Da gennaio a dicembre i Conflentesi hanno la fortuna di poter avere questo meraviglioso spettacolo, anche se i tramonti più eccezionali li regala la stagione estiva. È pura poesia. Rappresenta un invito a essere più partecipi alla vita e ad andare oltre ciò che vediamo.

tramonto visto dalla Querciuola

Veronica Carullo

Autore: Veronica Carullo

“Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”

Ho 23 anni.
Studio comunicazioni, tecnologie e culture digitali.
Amo la fotografia e la scrittura con cui esprimo me stessa e tutto ciò che ho intorno.
Appassionata di cinema.

I tramonti conflentesi “cujjintari” ultima modifica: 2018-01-18T18:39:27+00:00 da Veronica Carullo

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