LO SAPEVI CHE

Le fate del Monte Reventino

fate

Il Monte Reventino, in dialetto calabrese Riventinu, un appendice del massiccio della Sila Piccola, sovrasta con i suoi 1400 m slm Conflenti.

Tra le antiche leggende raccontate dai nonni riguardanti il Reventino, spicca quella delle Fate…

La leggenda vuole che presso il monolito Petra di Fota, alto circa 20 m, tradotto dai Conflentesi in Pietra delle Fate, vivessero delle fate con la loro regina. La rupe spunta improvvisamente da un ripido pendio alla cui base scorre un rumoroso ruscello. Se si osserva bene il blocco petroso, si scorge sulla sua sommità, un curioso incavo nella roccia che, secondo la leggenda, sarebbe il trono della regina delle fate. Alla base della pietra, invece, vi è un pertugio (spaccatura) , che sempre secondo le credenze popolari era l’ingresso di una grotta nascosta dove queste ninfe dei boschi si riunivano. Al suo interno avrebbe dovuto esserci anche un tavolo e delle sedie in pietra per i convegni delle fate.

Si narra che un tempo le fate che abitavano su questo monte, decisero di costruire una chiesetta. Mandarono allora in giro un garzone (monachiallu) per trovare dei muratori. Ogni giorno di buon’ora il garzone portava ai muratori del vino e del cibo squisito, tanto squisito che i muratori volevano sapere chi cucinava loro quel cibo. Il garzone poiché non voleva e non poteva rivelare il segreto, per non tradire le fate, venne ucciso dai muratori adirati.
Morto il garzone, nessuno portava più il cibo ai muratori che, rimasti senza alcuna assistenza, decisero di abbandonare il lavoro e se ne andarono.

Ci sono ora due versioni della storia. La prima è che le fate, addolorate per la morte del loro fedele garzone e adirate contro i muratori, si tramutarono in pietra e promisero di ritornare fate solo quando il monte Reventino si sarebbe unito con il monte Cucuzzo”.
La seconda è che fuggirono via dal loro monte e dissero che sarebbero ritornate quando il monte Reventino si fosse unito con il monte Cocuzzo”.

Mentre le fate andarono via, la chiesetta sprofondò sotto terra proprio in quel punto del monte Reventino che ancora oggi è denominato “a fossa da gghiesa”.
Questa leggenda ora aleggia nei boschi del Reventino e chi appoggia l’orecchio al centro della fossa può sentire ancora il suono delle campane della chiesa incompiuta delle Fate.

 

E’ possibile effettuare escursioni su prenotazione contattando

Associazione sportiva dilettantistica Conflenti Trekking

Palazzo Baratta – Via Marconi – 88040 Conflenti (Cz)

Cellulare 3281623617 Emanuele

info@conflentitrekking.it

www.conflentitrekking.it

Le fate del Monte Reventino ultima modifica: 2016-12-13T09:36:26+00:00 da Valentina Mastroianni

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